Blue Movie è una pellicola del milanese Alberto Cavallone, lavoro del 1978 su cui wikipedia (rif. 1) da pochissime informazioni: eccole. Durata 81’, soggetto, sceneggiatura, regia e montaggio di Alberto Cavallone, genere erotico e grottesco. Partirei proprio da questa definizione per la critica; a mio avviso questa pellicola è da considerarsi surreale e prendo la definizione del vocabolario per avvalorare la mia tesi. Surreale: “Che evoca e registra le sensazioni del subcosciente al di fuori di ogni controllo esercitato dalla ragione, fuori di ogni preoccupazione estetica o morale”. Questa definizione appena riportata potrebbe essere il commento al film, ma vado oltre e cerco altre definizioni: per la Treccani è - ciò “che supera, che oltrepassa la dimensione della realtà sensibile; che
esprime o evoca il mondo dell’inconscio, della vita interiore, del sogno.” E qui mi fermo. La storia proposta dal regista è decisamente surreale e spesso le scene, specialmente quelle che interessano una delle protagoniste, Silvia, creano difficoltà allo spettatore nel comprendere se si tratta di sogni, di memorie di un vissuto, allucinazioni o se sono situazioni del presente.
Trama
Silvia (interpretata da Danielle Dugas) sfugge da uno stupro perpetrato da più persone, durante la fuga dai suoi persecutori, ferma un auto guidata da Claudio (interpretato da Claudio Mariani) che le da ospitalità a casa sua. Claudio è un fotografo e ha una relazione professionale e, par di capire anche di altra natura, con Daniela (interpretata da Dirce Funari). Per la sua attività di fotografo Claudio utilizza lattine di bibite gasate, e andando a recuperarne alcune nel suo bar di fiducia, il cui gestore (interpretato da Giovanni Brusatori) le indica una cliente che pare in grande difficoltà, si capisce che non ha i soldi per pagare le misere consumazioni e potrebbe essere facilmente “rimorchiata”. Anche quest’ultima, Leda (interpretata da Leda Simonetti) finisce a casa del protagonista.
Quest’ultima troverà una bella intesa carnale con un negro (interpetato da Joseph Dickson) che arriva nell'abitazione seguendo le tracce di Silvia. Cosa leghi l’uomo di colore a Silvia, io non l'ho capito, tanto più che anche questa figura, l'uomo di colore, ha un che di enigmatico. Cercare di approfondire la trama sarebbe un lavoro inopportuno da parte mia, sia perchè una logica non c’è, sia perchè se qualche lettore volesse godere del film, sapere che cosa succede vorrebbe dire togliere gran parte della curiosità, ossia una delle molle a tenere lo spettatore legato alla pellicola. Giusto per presentare il lavoro di Cavallone va detto che, Silvia, poco dopo esser stata salvata da Claudio, (ricordo, dopo aver subito violenza da parte di più uomini, tre, se ho ben compreso), si rende disponibile all'accoppiamento con il salvatore, questo ancor prima di farsi la doccia. Quante donne siano, in analoghe situazioni, disposte a tale gesto lo lascio decidere al lettore.
In più Leda, per sdebitarsi dei caffè che gli sono stati pagati, pure pare disponibile a concedersi carnalmente al fotografo, mentre la relazione tra Daniela e Daniele si intuisce non dev’essere stata solo di natura artistico professionale, ma che i due hanno avuto un trascorso più profondo e su cosa accade testimoniato dal film, stendo un velo, sia per non impegnarmi in descrizioni complicate, sia per innestare un germe di curiosità. Messa così la cosa, il lettore potrà pensare che si tratti di un film porno, e a giustificazione di questa intuizione va detto che le scene di nudo non mancano, e neppure i dettagli di alcuni accoppiamenti. Va detto però, che generalmente per erotismo si intende qualcosa di piacevole, mentre qui spesso le situazioni, in particolare quelle relative a Silvia, (che pare pure disturbata mentalmente), sono accompagnate da un senso di oppressione, di turbamento, mai di piacevole unione di corpi e di spiriti. Il fotografo, circondato da tutto questo harem di donne disponibili, pare poco interessato alle stesse, anzi, al di là dell'ospitalità che da a loro, le tratta decisamente tutte molto male, offendendole verbalmente, umiliandole, e arrivando a segregarle anche fisicamente.
La trama, per essere chiaro, assume contorni di stampo sadomasochistico e la pellicola può decisamente essere accostata al lavoro letterario Le 120 giornate di Sodoma, ovvero La scuola di libertinaggio del Marchese De Sade (1785) e a quello cinematografico di Pierpaolo Pasolini del 1975 Salò o le 120 giornate di Sodoma. Alcuni degli estremi raccapriccianti presenti nei due lavori citati sono proposti anche in questa pellicola, dove non ravvedo però nessun messaggio filosofico, cosa che, grazie anche alle recensione recuperate in rete, sono insite dei due illustri precedenti. Questo non significa che Blue Movie (a proposito, grazie a Lucius Davinotti capisco il perchè di questo titolo: "i blue movies erano i film erotici, e dovevano il loro nomignolo al colore della loro copertina/scatola (pellicole in formato ridotto, 8 e 16mm)" non abbia dei messaggi, questo è ciò che affermano convinti alcuni degli opinionisti di Davinotti e lo stesso Marcel Davinotti Jr (rif. 2).
Io non difendo questa pellicola, anche se riconosco che è un lavoro che ha svariati motivi di interesse: anzitutto c’è del coraggio anche nel proporre certe scene, c’è una colonna sonora che alterna musica di organo a temi di altro tipo, moderna e financo del Can Can. La musica non è buttata lì a caso e, in talune situazioni crea tensione e le situazioni oniriche paiono, grazie al mix immagine, musica, degli incubi. Ciò si comprende per espressa volontà del Cavallotti. Oltre a ciò l’antipatia che suscita lo scorbutico di Daniele, a fine film capisco che è funzionale al prodotto, e la recitazione delle varie ragazze pure, a mio avviso, è sicuramente adeguata a questo canovaccio, ed anzi sono stupito che queste donne non siano state recuperate da altri registi per altri lavori più visibili. A tal proposito mi sfugge la ragione per la quale si trovi quasi nulla in rete su Danielle Dugas, che per me è proprio brava, specie se comparata a tante attrici di filmetti di commedia all’italiana.
Non solo, tutte le attrici (ma anche gli attori) hanno un fisico di tutto rispetto, non ultimo l'afroamericano, di cui si possono intuire le virtù più interessanti per un pubblico femminile. Prima di chiudere faccio mia la frase con cui termina la sua recensione Marcel M.J. Davinotti Jr. “... Blue Movie sa far riflettere (chi non si scandalizza o non si annoia), riesce a tratti a coinvolgere grazie alla qualità indubbia (anche se rozza) delle immagini. Non è un film che si può raccontare: va vissuto. Poi può piacere o irritare, certamente, o più semplicemente disgustare per la apparentemente vuota pretenziosità. L'uso esclusivo di musica classica per la colonna sonora aggiunge qualcosa di ulteriormente insolito”.
Mi permetto inoltre di riportare quasi integralmente un'altra serie di informazioni, citandone la fonte, (rif. 3 sito Ilsaltodellaquaglia.com) che ha saputo narrare qualcosa su questa pellicola: tanto per esser chiaro, la banale curiosità di capire che nazionalità avesse Danielle Dugas, che ho apprezzato, a me è risultato un problema cui non ho saputo trovare risposta. Ciò sicuramente per carenze mie, ma evidentemente anche perchè su questo lavoro in rete è scritto molto poco e quindi, a maggior ragione devo riconoscere dei meriti a quest’ultima fonte che ci dice:
“[...] Blue Movie dicono che sia stato girato per una scommessa fatta con il produttore Martial Boschero (attore protagonista - non ho capito che ruolo abbia interpretato NdR - di realizzare un film in una settimana. Il Messaggero del 1/8/1977 lo presentò come “il primo superporno italiano”, lanciandolo tra curiosi di un genere che stava nascendo. L’articolo lo definiva anche “un porno politico”, “un fumetto progressista”. Blue Movie uscì nelle sale a luci rosse l’8 luglio 1978, nonostante fosse stato amputato dalla censura di quasi tutte le sequenze hard. Incassò 236 milioni, non male per un film costato solo 33 milioni […]”
Mirco Venzo, Treviso 06/10/2024 #qzone.it
rif. 1 https://it.wikipedia.org/wiki/Blue_Movie_(film_1978)
rif. 2 https://www.davinotti.com/film/blue-movie/1556
rif. 3 https://www.ilsaltodellaquaglia.com/blue-movie-1978/