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20191228 VM viticultriceRecentemente ho narrato la chiacchierata avuta con un giovane palermitano, (rif. 1) oggi ritengo interessante riportare il breve colloquio avuto con una produttrice di vini che vive al confine opposto della nostra penisola a pochi chilometri dalla Slovenia. A spingere me ed il mio amico Giorgio la voglia di recuperare lo Schioppettino, un vino introvabile altrove, una di quelle eccellenze italiane di cui siamo amanti e di cui andiamo fieri.
 
Qui c’erano tutti i servizi (sottinteso, nel paesetto dove vive questa famiglia), oggi sono rimasti aperti solo un ristorante, un bar ed una parrucchiera, tutto il resto ha chiuso… Mica che facessero chissà quanti soldi, ma vivevano. Ora al contrario sono spariti, lasciando un senso di deserto e complicandoci la vita. In paese non si trova più nulla e l’unica soluzione è spostarci, con i disagi che questo comporta…
 
Di questo si lamentava la signora che inveiva contro le tasse che la stanno soffocando, così come pure, a suo dire, la burocrazia. Dopo queste confidenze abbiamo posto attenzione al paesaggio, subito dopo aver abbandonato la casa contadina, per notare come, effettivamente, tutte le fabbriche, che a giudicare dall’architettura degli edifici e dalla loro fisionomia erano assai recenti (direi nate attorno agli anni ottanta) erano abbandonate. Quell’area del Friuli vede un’ecatombe di attività produttive, con eccezione direi proprio delle cantine.
 
Se il palermitano affermava che in Sicilia non c’è lavoro e le attività private latitano, qui nel Friuli abbiamo verificato come le imprese siano state vittima di un’epidemia: edifici abbandonati ed erbacce incolte che crescono ovunque impossessandosi di quegli spazi. Un degrado assoluto. Dal Sud al Nord la nostra nazione è in sofferenza estrema, un disastro. Cosa prospera in questa realtà friulana ricca di storia e di prodotti tipici? Edifici con le scritte IKEA, McDonald's, LIDL, Roadhause…
 
Rimanevo sgomento nell' associare questi edifici e queste scritte a quelle stesse scritte e ad edifici molto simili a questi visti fuori Madrid, nella gita fatta per visitare Toledo ad ottobre. L’Europa della UE e della pace dei popoli sta uccidendo tutte le caratteristiche che rendono unici i popoli europei. La ricca e vivace cucina spagnola e le ancor più ricche e saporite proposte enogastronomiche italiane, che vedono qui piatti come il frico, e vini che ogni cantina propone con piccole differenziazioni l’una dall’altra, cito alcuni dei vini acquistati in questo viaggio: lo Schioppettino, appunto, la Ribolla gialla, il Pinot Grigio, il Cabernet, il Franconia, il Refosco, il Moscato, il Verduzzo dorato, il Souvignon… tutto ciò cancellato perchè ogni europeo deve ingerire una stessa birra anonima, e deve mangiare il Big Mac….
 
A proposito, parlando con la produttrice di vini si è scoperto che anche la Moretti, lo storico birrificio friulano, è stata acquisita dalla Heineken. L’adesione all’unione europea significa la sparizione di tutto ciò che è tipico, che è caratteristico. Piaccia o meno, in questo mercato globale il pesce grande mangia il pesce piccolo e spesso ciò che vorrebbe resistere, viene spazzato via dalle regole imposte dalla Unione Europea, come quella che ha incentivato ad eliminare le viti che producevano l’uva Isabella (l’uva fragola) con cui un tempo la nostra fornitrice produceva il fragolino. Oggi il fragolino è un vino illegale e quindi ha tolto le viti: lei produce uva per vendere vino. Birra Heineken per tutti, mentre se tu vuoi bere un bicchiere di Fragolino, o di Clinton o di Bacò, piuttosto che di Noah… vini tipici dei territori veneto e friulani, non puoi. Sono stati messi fuorilegge.
Mirco Venzo, Treviso 28/12/2019 #qzone.it
 
Nella foto scene confuse raccolte nell’unico ristorante che funziona nel paese della contadina. La confusione della foto rende l’idea della confusione che vive il nostro Paese, e non solo…
 

Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-lives/603-un-siciliano-nel-2019 

 

 

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