A Ponzano Veneto, presso la Casa dei Mezzadri (a ridosso della sede municipale) dal giorno 22 settembre sino al 6 ottobre 2018, è visitabile la mostra di fotografia del Mastro d’oro Ettore Piovesan. Ad organizzare l’iniziativa e consegnare il riconoscimento al fotografo è stato il circolo culturale Milo Burlini. “La fotografia è solo quella stampata, se non si può toccare, conservare e riprendere in un secondo tempo, non assolve ad una delle sue funzioni fondamentali, quella di preservare i ricordi. In questo senso sono molto lontano dalle nuove tecnologie che vogliono le immagini… ”.
Non finisce la frase il Maestro, richiamato da uno dei visitatori, ma ha già, in poche battute, spiegato il significato dell’intera mostra che altro non è se non un’esposizione dell’album di famiglia. Foto che risalgono a suo nonno, quando Ettore non era ancora al mondo e che una dopo l’altra ci portano ai giorni nostri, attraversando il tempo per giungere sino ai suoi nipoti. La sua famiglia ha vissuto le esperienze di molte famiglie venete, dovendo emigrare. L’Africa, Addis Abeba fu la meta di un primo tentativo, oggi capitale etiope, ma allora territorio italiano, dove suo padre fu fatto prigioniero dagli inglesi e sfruttato essendo un abile falegname. Ettore pone l’accento come non avessero titolo i sudditi della regina per trattenere il capofamiglia, essendo lui un civile e non un militare, quindi era improprio l’appellativo di prigioniero di guerra, ma i conflitti portano anche a queste ingiustizie.
Non essendoci lavoro in Patria la famiglia si sposta successivamente in Venezuela, dove tra i suoi vicini di casa, vi sono anche i Goppion, proprio chi diverrà tra i principali riferimenti del caffè in Italia. Fa un po’ di tutto Ettore in territorio sud americano, finendo per aprire uno studio di fotografia. La fotografia assieme alla vela è la sua grande passione e non a caso attraversa con una barca, sfruttando il vento, l’oceano Atlantico, approdando dal Sudamerica in Francia. Le foto esposte, solo alcune tra le molte del suo album di famiglia, parlano di questi momenti e testimoniano le persone che l’han circondato e gli sono state vicine.
Il titolo della mostra, congruo con il percorso visionato è Il valore dei ricordi e cerca di trasmettere al visitatore l’importanza di avere delle foto che ci narrano del nostro passato, di chi siamo, da dove veniamo e che percorso abbiamo fatto per giungere qua; di chi c’è stato vicino. Io avevo già avuto occasione di dialogare con il maestro Piovesan, trattando di temi economici; la visione che lui sposava di questa disciplina era quella che fa capo a Friedrich von Hayek (rif. 1) il riferimento negli anni ottanta sia di Margaret Thatcher sia di Ronald Reagan. Cito quest’episodio non perché io condivida questa ideologia, al contrario, essendo io Keynesiano prendo tutte le distanze possibili da questa visione delle cose, quanto per ricordare una volta in più che dietro ad un fotografo v’è sempre un uomo di pensiero che trasmette ai suoi contemporanei, e a chi verrà in seguito, anche le sue idee.
Ogni volta prendiamo in mano una macchina fotografica e inquadriamo una cosa a discapito di un’altra, stiamo dando importanza a qualcosa e stiamo occultando per l’eternità qualcos’altro. E’ questa un’operazione intellettuale che finirà per parlare non solo della realtà e della nostra storia, ma anche di chi l’ha tramandata. Certo, e questo è il messaggio forte di Piovesan, "...a condizione che le foto siano state stampate"!
Ho precisato l’anno della mostra perché il luogo che ci ospita è anche sede di una mostra permanente di attrezzature fotografiche donate dallo stesso Piovesan al Comune di Ponzano; se la mostra fotografica ha una scadenza, il museo di macchine fotografiche è visitabile sempre, compatibilmente con gli orari del luogo.
La mostra "Il valore dei ricordi” ha i seguenti orari:
Martedì, Mercoledì e Giovedì dalle 17,00 alle 19,30.
Sabato e Domenica dalle 9,30 alle 12,30 e dalle 15,00 alle 19,30.
Mirco Venzo, Ponzano Veneto 23/09/2018 #qzone
Nella foto il Maestro Ettore Piovesan
