Due fotografi dal ricco curriculum di reportage, Fabio Marcato (rif. 1) e Roberto Zanetti hanno concentrato le loro attenzioni su Venezia, ma non la Venezia turistica, quella dei monumenti, quanto sulla Venezia che rischia di scomparire, la Venezia delle conoscenze artigiane. Non ci si riflette spesso, ma la perla della laguna è portatrice di conoscenze materiali, di “mestieri” che sono unici, e se tali arti non sono ancora dissolte nel nulla, come accade con la neve dopo una giornata di sole, molto del merito è alle persone che da prima si sono dedicate ad apprendere questi segreti e, poi, non si son fatti lusingare dalle sirene di altri guadagni, conservando le conoscenze e le abilità faticosamente acquisite e, spesso, tramandate da una generazione all’altra. La globalizzazione sta standardizzando tutto, ma nascosti tra calli e campielli, in certe
isole della laguna, si possono trovare abilità uniche tramandate nel tempo; i due fotografi hanno cercato queste abilità e hanno documentato non solo i manufatti, ma i volti di chi, ad oggi, li sta preservando.
I merletti di Burano, gli orafi, colui che realizza marionette in legno, dove gli indumenti indossati dei burattini sono realizzati dalla sorella, sarta. Questo oggetto, che pare banale, ha una sua complessità tecnica, data dai tiranti che devono far muovere il pupazzo, ma possiede anche una valenza artistica dove la fattezza del viso e i capi che lo vestono rendono prezioso questo manufatto che, al pari di tutto ciò che sto elencando in questo articolo, è una vera e proprio opera d’arte.
Si rifletti che la parola artigiano ha la stessa radice di artista, come mi spiegò Philippe Daverio in una sua conferenza, ed all'estremità dell’arto superiore vi è la mano, quella che sa produrre oggetti separando le bestie dagli uomini. Torniamo alla mostra dove i fotografi hanno catturato tessitori, una fonderia dove si conservano ancora degli “stampi” che hanno più di tre secoli, coloro che realizzano le gondole, intagliatori di legno, sarti che realizzano gli indumenti per le rassegne teatrali e per finire i vetrai di Murano. Sicuramente in questa carrellata ho saltato qualche abilità, ma la lista di ciò che ha reso grande Venezia sarebbe lunghissima. La mostra valorizza i dettagli narranti di bellezza e di arte che non nascono dalle pietre della città, ma dalle mani e dal cuore di queste persone che sono state abilmente immortalate dai due fotografi. Oltre agli oggetti, i fotografi hanno colto i laboratori, gli utensili che li hanno generati, i loro volti. Tra le abilità che sono sorte, si sono sviluppate e sono conservate a Venezia vi è anche la fotografia, con il rinomato circolo de “La Gondola”. Questa abilità fotografica ha sicuramente baciato anche i due fotografi che hanno saputo proporre degli scatti che sono da manuale per ricchezza di dettagli, per l’abilità di colgliere le geometrie e la luce e, pur privileggiando il bianco e nero, quando serve sapendo anche valorizzare i colori.
Concludendo chi ama la fotografia deve andare a visitare questa mostra anche perché il luogo stesso dove è inserita è un ambiente stimolante: si tratta del museo Toni Benetton sito a Mogliano Veneto (TV) in Via Marignana 112. La mostra è fruibile gratuitamente sabato e domenica dalle 10 alle 12,00 e dalle 16,00 alle 19. Feriali su appuntamento. (rif. 2). Tempo fa scrissi un articolo dove si parlava degli elementi culturali (rif. 3) e di come questi caratterizzassero l’identità culturale e l’identità sociale, il titolo della mostra: Mastro Venezia ed il lavoro di Marcato e Zanetti, se volete, ribadiscono attraverso le immagini questi concetti; non perdiamo quindi queste conoscenze perché non solo solo un pezzo di storia, ma anche un pezzo di ciò che siamo noi veneti nello specifico e noi italiani più in generale.
Mirco Venzo, Treviso 23/05/2021 qzone.it
Foto di Giorgio Grassato
rif. 1 https://www.fabiomarcato.it/
rif. 2 https://m.facebook.com/events/804660340256779
rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ven...
