Luca Pulvirenti e Stefano Serena han organizzato nella Cittadella dell’Edilizia (banchina dell’azoto – Marghera - Venezia), il giorno 23 maggio, una conferenza, dove l’ospite d’onore è stato il Prof. Simone Brancozzi. La società tutta, e le stesse aziende, stanno vivendo un periodo di profondo cambiamento e rimanere statici con le proprie visioni del mondo, quando tutto attorno muta, è di pessimo auspicio. Ecco perché è nata l’esigenza di invitare il Prof. Brancozzi, uno studioso che, pur partendo da origini tradizionali, lui è marchigiano, dove la cultura contadina è radicata e la realtà imprenditoriale è fatta da tante piccole e medie industrie, (similmente alla realtà veneta), ha analizzato le evoluzioni che i nostri tempi stanno subendo, cercando risposte anche dal mondo universitario americano.
La conclusione delle sue ricerche si concretizza in dodici consigli che ha cercato di riassumere nell’incontro di lunedì. In effetti, la serata cui QZone ha partecipato, è stata un bombardamento di stimoli e ogni punto trattato avrebbe meritato una giornata di tempo per essere presentato in modo assimilabile dalla platea. Sicuramente molto più significativo potrà essere lo stage che si terrà il 7 e l’8 Luglio a Fano (PU) dove questi punti saranno sviscerati in due giorni di tempo e non in qualche mezz’ora. Lo spunto che più mi ha sorpreso? Sapere che potenzialmente, con l’avvento della domotica, è concepibile in futuro effettuare consegne a domicilio senza che vi siano persone a suonare al campanello. Dall’azienda di trasporti parte il drone che arriva direttamente a casa del cliente e aspetta che costui ritiri quanto gli compete. Certo, la visione di questo tipo di futuro è riconducibile ai cartoni animati che si vedevano quarant’anni fa (chi ricorda la serie dei “Pronipoti”?) e però “fare azienda” significa anche prevedere i cambiamenti futuri. E’ questo uno dei punti più sottolineati dal relatore. Oggi per prelevare soldi non serve un cassiere, ma basta uno sportello bancomat ed una tessera, per fare la spesa di ortofrutta non serve più il fruttivendolo, ma molti di noi s’infilano un guanto di plastica, posano la verdura nella bilancia e si avviano alla cassa, dove senza che vi sia una cassiera, paghiamo il dovuto e usciamo dal supermercato senza neppure dover salutare chicchessia. Chi quando guardava i cartoons dei Pronipoti avrebbe mai immaginato di essere protagonista, solo dopo pochi decenni, di un simile cambiamento? Eppure oggi che scrivo nessuno di voi mette in discussione che questo sia un comportamento normale all’interno di un supermercato. In questa situazione l’impiego spinto di macchine e tecnologia, ivi compreso l’utilizzo dei droni per le consegne, non è un’ipotesi campata in aria, ma un’eventualità tutt’altro che improbabile; con questo tipo di sfide si deve rapportare, ad esempio, un imprenditore che si è specializzato nei trasporti. Quello descritto è solo uno degli infiniti stimoli che il Dott Brancozzi ha saputo instillarmi durante la conferenza. Complimenti quindi ai dottori Pulvirenti e Serena per l’organizzazione della serata, nobilitata pure da un sontuoso aperitivo finale. Una domanda mi sorge spontanea: ma se a difesa delle aziende si muovono professionisti del calibro dei nomi menzionati, che cercano di comprendere che cosa fare in un prossimo futuro, chi si sta muovendo e come a difesa dei lavoratori? Detto in modo differente: di coloro che erano cassieri in banca piuttosto che commessi nei supermercati, o in futuro i fattorini delle consegne che saranno sostituiti dai droni, se l’ipotesi avanzata trovasse conferma, chi se ne sta occupando? Questa classe politica o questi sindacati? Che iniziative stanno ponendo in essere per fronteggiare questo cambiamento? Il prosecco di fine serata è risultato utile per alleviarmi da queste riflessioni…
Mirco Venzo, Marghera (VE) 23 maggio 2016
Foto: Franco Dal Col
