Avevo scritto agli inizi di Maggio della favola del Leicester e di come un’altra squadra tentasse di emularlo, pur con varie differenze: l’Atletico Madrid! L’aspetto che mi affascinava era legato al fatto che l’Atletico stava combattendo sia in campionato sia in Champions League contro avversari economicamente più attrezzati, a giudicare dagli ingaggi spesi per remunerare i protagonisti. E’ il momento di tirare le conclusioni per scoprire che la squadra dei “colchoneros” (ovvero materassai, così sono sopranominati i simpatizzanti dell’Atletico di Madrid, causa i colori sociali simili a quelli degli antichi materassi) grazie alla sconfitta nella penultima giornata di campionato che stavano conducendo, alla fine si son dovuti accontentare del terzo posto. Solo 88 punti contro i 90 della rivale cittadina, il Real Madrid e contro i 91 punti del Barcellona dei super pagati Messi, Neymar, Suarez, Piqué e Iniesta.
Sfortunatamente la squadra di Madrid ha perso anche la finale di Milano, seppur solo ai calci di rigore, penalizzata dal gol durante i tempi regolari di uno dei dieci giocatori più pagati in Spagna, Sergio Ramos e dal rigore decisivo del calciatore più pagato in assoluto, Cristiano Ronaldo, cui la pressione del dischetto non ha fatto tremare le gambe e con freddezza, e precisione, ha fatto terminare nel sacco la palla decisiva per la conquista del massimo titolo continentale, il più ambito al mondo per le squadre di club. Chiudo i rilievi statistici proposti dal sito spagnolo “es.statista.com” (Salario anual de los 10 jugadores de la liga española mejor pagados en 2015) citando i calciatori che mancano all’appello dei dieci più pagati in Spagna con Kroos (che è colui che ha calciato la punizione servendo il pallone sul posto giusto durante la finale), Benzema e Bale, tutti del Real Madrid. La morale è abbastanza semplice, alla fine le logiche di mercato hanno un loro fondamento e per quanto molti europei tifassero per la cenerentola della finale, l’Atletico, seppur per poco, la squadra bianco rossa ha chiuso la stagione 2015/2016 con “zero tituli”, citando Mourinho: anche la Copa del Rey è stata arraffata dal Barcellona di Messi & C.
I dieci calciatori più pagati del campionato spagnolo (e tra i più pagati in assoluto al mondo) distribuiti tra Real e Barcellona si son aggiudicati i tre trofei più prestigiosi cui partecipano le squadre spagnole. “Il mercato alla fine non mente” potrebbe quindi essere la logica di quest’articolo, ma non è proprio così! Fosse vera quest’affermazione, le tre delle quattro squadre più forti d’Europa non uscirebbero da una nazione tra le più disastrate economicamente. La Spagna è seconda come tasso di disoccupazione a livello EU, dietro la capolista indiscussa, quella Grecia di cui si sente parlare sempre pochissimo. Se il mercato avesse una logica lineare sarebbero i paesi che stanno meglio economicamente (penso alla Germania che per altro ha vinto gli ultimi mondiali di calcio) ad aver i giocatori meglio retribuiti e ad aggiudicarsi il titolo continentale, ma come visto, così non è. La conclusione quindi non è semplice come si potrebbe pensare, è vero che il mercato ha le sue logiche, e la sconfitta dell’Atletico ne è una conferma, ma queste vanno comprese ed interpretate, altrimenti ci si ritrova con sempre gli stessi a vincere e tutti gli altri, sempre, a perdere, e non sto pensando al calcio…
Mirco Venzo, Treviso 29/05/2016
foto Attilio Tessarolo
