
Si sente dire e si leggono frasi quali “...Lo vogliono i mercati” - “...Ce lo impongono i mercati” o, attuale in momento di elezioni: “...I mercati insegneranno a votare”! Ritengo giusto quindi parlare di che cosa sia il mercato in senso economico del termine.
Definizione: Il mercato è il punto d’incontro tra domanda ed offerta. Potrei terminare qui l’articolo, ma non avrei spiegato nulla alla celeberrima “Maria” di Voghera, e allora amplio la spiegazione con qualche disquisizione. Wikipedia, parlando di mercati, fa riferimento a quelli fisici che si svolgono in molte piazze italiane, dove in giorni prestabiliti, si possono acquistare manufatti o prodotti agricoli. Mercato è quindi anche il
Una distesa di filari perfettamente ordinati, equidistanti, un gioco di perfette geometrie. Graziano Scolaro ha colto questo paesaggio invernale dove protagoniste non sono le numerose viti, ma lo è ciò che rompe questa perfetta monotonia e che dà titolo all’opera: L’imperfezione è: un albero. Paolo Roman presenta una serie di scatti dove elementi architettonici di raffinati edifici sono affiancati a ciò che quei virtuosismi ha ispirato vale a dire gli intrecci di alberi con i rami, foglie e fiori. Ne Il fascino dell’imperfezione l’autore evidenzia come la natura, che da sempre è la primaria fonte di “bellezza” sia continuamente copiata dall’uomo che cerca finanche di superarla, rendendo ogni arcata della chiesa uguale l’una all’altra, esigenza dettata anche dalla necessità di equidistribuire i carichi del soffitto, ed ogni
Una simpatica telefonata inattesa trasforma un pomeriggio di routine in un’esperienza divertente. Conosco Mirco Venzo da parecchi anni, in quel periodo stava organizzando il viaggio della sua avventura a Santo Domingo e la nostra amicizia di allora era soltanto virtuale. Qualche giorno fa, mi invia un messaggio alle 15.00 per trovarci alle 17.00 a far foto, neanche il tempo di darmi una sistemata ai capelli e cercare un abbigliamento adatto. Lui è così, gli viene un’idea e ti chiama, ti coinvolge, ti fa venir voglia di esserci. Bisogna approfittare del momento di luce, che ormai le giornate si accorciano in fretta e poi non si sa quando potremo andare.
Non ci credevo, ma infine ho provato. Sto parlando della Portulaca oleracea: una piantina che ha anche una certa bellezza, nelle piccole foglie lucide color verde brillante. Cresce rigogliosa d’estate, più fa caldo e più si moltiplica. Sole a picco da mattina a sera, siccità estrema, temporali neanche l’ombra, ma a lei basta la rugiada della notte. Quando poi finalmente arriva la pioggia, in pochi giorni invade l’orto ovunque. Preferisce la terra soffice, appena lavorata, rubando spazio vitale alle giovani verdure. I fiorellini sono gialli, minuscoli.
Per fare il pane ci vuole la terra
Pane grano antico
piazza Brunforte 18
sapori di terra bio marchigiana
birra fruttata
accompagna la sera di fine agosto
tra le vie di artigiani
tra i ciottoli in festa.
Una sera tranquilla di fine agosto, un grande giardino fuori città, un bel gruppo di amici appassionati di arte: quanto basta per dare vita a un evento perfettamente riuscito nella sua piacevole semplicità. Da un’idea di Mirco Venzo, l’appuntamento a Ponzano Veneto nel B&B La Rinascita, (Via Roma 9) dove la titolare Susanna Trentin ha accolto gli ospiti con calorosa simpatia. Il luogo è davvero suggestivo, molto curato nei particolari, spazioso e ben tenuto. Io che amo il giardinaggio ho notato all’istante un rigoglioso melograno carico di frutti, un filare di kiwi e, in fondo, un’amaca fra gli alberi. Il prato un soffice tappeto verde, di quelli che sarebbe da andarci a piedi nudi. Qua e là, punti di luce a illuminare con discrezione il ritrovo.
Questa recensione nasce spinta dalla ritrosia provata visionando Il corpo, un film di Luigi Scattini (nel rif. 1 vi sono le motivazioni). Il corpo doveva essere (è!) un “Thriller erotico” che però mi ha dato poco anche a livello emozionale. Ho quindi voluto rivedere, ed ora sto a recensire, La nipote (rif. 2) di cui avevo ottimi ricordi e, in effetti, la rilettura di questa pellicola mi lancia innumerevoli spunti su cui disquisire: non sarò breve, quindi inizio subito. Alcune critiche affermano che questa pellicola nasce come “reazione” a Malizia di Salvatore Samperi (rif. 3) che l’anno precedente aveva aperto un filone; il raffronto tra questa pellicola e quella dell’anno precedente regge perché molti sono i punti di contatto, anche se parecchi sono gli aspetti divergenti.
Il merito di queste informazioni va attribuito a Pietro Ratto ed a Byoblu che a lui han dato parola. (rif. 1). Oggi spesso usiamo vocaboli inglesi per spiegare dei concetti, senza però conoscerne l’origine, e quindi perdendo sfumature importanti, un esempio è la parola lobbying. La radice è loggia, tettoia, pergola, se vogliamo un vocabolo che ci riconduce ad un significato architettonico (rif. 2) ed allora ecco che uno storico qual’è Pietro Ratto ci aiuta a comprendere perché da questa radice si evolve un verbo che significa “fare pressione” (lobbying) mentre i lobbisti sono coloro che esercitano questa pressione. Nel medioevo chi voleva porre in evidenza le proprie istanze al potente di turno, aspettava fuori della casa del principe, (o il signore del territorio) sotto una pergola, loggia, un riparo (ecco perché vi è alla base un elemento architettonico)
Iniziamo la nostra visita di Bari Vecchia dalla Basilica di San Nicola. La Basilica e’ luminosa con una facciata esterna in stile romanico pugliese con mattoni fatti di calce bianca. San Nicola è famoso in tutto il mondo ma il 60% delle sue reliquie sono gelosamente conservate nella cripta di questa basilica, ossa rubate da 62 marinai baresi nel 1080 nella città Turca di Myra e riportate a Bari per risollevarla economicamente. Bari vecchia ci affascina con i suoi vicoli stretti e sinuosi. Le case sono di circa 40-50 mq, all’interno di palazzi alti e rettangolari di fine Ottocento a tre piani, con terrazzine che si affacciano sulla piazza, chiamata il salotto della casa. E’ qui che i baresi trascorrono la maggior parte del loro tempo soprattutto in estate. Tutti si conoscono, vivono in armonia e condividono tutto: la porta di casa è sempre aperta per aiutarsi l’un l’altro come in una grande famiglia.
Nel bailamme politico attuale ho notato un divertito scherzo del destino, tra i principali attori abbiamo Giorgia ed Enrico, Nomen Omen ci insegnavano una volta, ma non sempre è così. Se vale per la Giorgia, purtroppo per quelli di sinistra, non vale per l’Enrico. La prima può dirsi degna erede di Almirante, il secondo opaco usurpatore di Berlinguer. Giorgia ha proseguito l’opera di democratizzazione iniziata da Giorgio, non tutti ricordano un articolo del 2009 di Daniele Protti che rivelava i retroscena a microfono spento di una intervista del 1980, Almirante: «Non voglio
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