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20190214 VM Gitta SerenySono un Acquario e per un certo periodo della mia vita mi sono interessato di astrologia. Perché faccio questa premessa? Perché chi si occupa di questi temi sa che l’Acquario è il segno che meno ama una relazione stabile e ne consegue che San Valentino posto sotto l'influenza di questo segno tutto è, tranne che benefico per le coppie, molte delle quali si separano proprio perché “il regalo non era all’altezza della situazione” – “non ti sei ricordato/a di me…” – “Dovevi farmi sognare e non l’hai fatto…”; come se a metà febbraio, con il freddo che punge, un pover’uomo (o donna, oramai con la parità vale anche la situazione opposta) uno debba inventarsi un chissà cosa per soddisfare la partner, specie in tempi di crisi…

Eppure il mio essere Acquario è forse alla base del racconto d’amore che voglio proporvi, una forma di “romanticismo” molto poco romantica che, forse, non ha neppure tanto a che fare con l’amore come lo si intende comunemente. Fine del cappello introduttivo.

Fonte: In quelle tenebre di Gitta Sereny (rif. 1). Ambientazione: il campo di sterminio di Treblinka (Treblinka fu uno dei pochi campi di sterminio tra gli oltre 14.000 che il regime nazista andò a proporre durante la sua esistenza. Al pieno della sua efficienza, Treblinka, riduceva in polvere 20.000 stuck al giorno).  Protagonista: Joe Siedlecki

…I miei genitori e mia sorella di 21 anni furono mandati a Treblinka una settimana prima di me. Io mi ero sposato sei settimane prima. Non era stato un matrimonio d’amore - una sorta di “accordo”, lei aveva i soldi – erano state le nostre famiglie a combinare il matrimonio; sua madre, le sue sorelle e i suoi fratelli – lei non aveva più il padre – erano stati anche loro spediti a Treblinka una settimana prima di noi.

Ma lei ed io eravamo stati mandati a lavorare al quartier generale delle SS – eravamo tutti e due giovani e robusti – Il giorno in cui ci fu ordinato di andare nella piazza da cui partivano i trasporti…” taglio per snellire ndr: ci fu una discussione tra i tedeschi i quali non volevano perdere i loro lavoratori. Alla fine dove Joe e la sua consorte lavoravano fu deciso che le coppie potevano anche dividersi… Uno stratagemma per non perdere tutta la manovalanza. Ridò la parola a Joe: “…si trattava di scegliere tra la vita e la morte. Vidi gente che era sposata da 35 anni divorziare lì per lì. Mia moglie – be’, come le ho detto, non c’era amore tra noi – disse “Io finirò a far sapone in ogni modo, e perciò chiedi il divorzio. Salvati!”

Ma io pensai non ho più una famiglia, non mi rimane nessuno, nemmeno lei ha più nessuno… – “Rimarremo assieme”! La storia di questo ebreo polacco proseguì ricca di avventura. Sua moglie, al pari di molti suoi cari, finì in cenere proprio nel campo dove lui si occupava di dialogare con chi, e lui lo sapeva, veniva destinato alla gassificazione. Il suo compito era farli spogliare e dare loro le indicazioni su come dovevano predisporre la “roba” che avrebbero ritirato dopo la doccia. L’ultima menzogna cui quei poveri uomini si sentivano raccontare era pronunciata da Joe. Erano le ultime frasi che quelle orecchie udivano da esseri “vivi”, poi avrebbero percepito e proferito solo imprecazioni, forse bestemmie, urla, e per finire rantoli.

A Treblinka, grazie anche al coraggio e all'abnegazione di Joe, ci fu una delle poche rivolte andate a buon fine in un lager nazista, e lui fu tra i sopravissuti; non a caso abbiamo narrazione della sua vita. Dai campi di sterminio (Vernichtungslager) nessuno degli internati, ripeto nessuno, doveva uscire vivo, ma, come scritto  a Treblinka ci fu una rivolta e qualcuno fuggi e potè raccontare di quell'inferno. Si sposerà poi con una tedesca di Kiel e, a quanto sostiene la Sereny, Joe Siedlecki che era un uomo di “straordinaria bellezza, alto un metro e ottantacinque” finirà a New York come “maître d'hôtel”. Al tempo del dialogo con la giornalista aveva una graziosa bambina di 5 anni. Lui testimoniò contro Franz Stangl, parlandone per altro con un certo rispetto: il comandante di quel incubo non brutalizzava personalmente nessuna vittima, ma si limitava a controllare che i lavori procedessero senza "rallentamenti".

San Valentino è la festa degli innamorati. Ritengo che le scelte, a costo della vita, che fecero Joe e la sua compagna, poi terminata in cenere, siano intrise d’amore. Di un amore che non si trova in tanti film, nelle frasi dei baci perugina… eppure, io credo, di Amore si tratta.

“Salvati”! le disse lei conscia che sarebbe divenuta sapone. “No” replicò lui. Si era preso un impegno, seppur forse un po’ controvoglia, ma un Uomo mantiene fede alla sua parola e lui sali, al fianco di lei, nel treno che portava alla morte. Anche a Treblinka, narra la Sereny, Joe cercò di salvare la donna, facendola assegnare alla squadra cui era stato assegnato, nel sonderkommando. Non ci riuscì.

Quest’uomo che si era battuto con ardore come militare in difesa della sua Polonia, e che poi non si fece prendere dallo sconforto e dall'orrore, trovando la forza per rimettere in gioco la sua vita contro la forza delle SS per rompere le catene che lo imprigionavano, è un esempio di come si possa sacrificare la propria vita per "gli altri" o se preferite per degli ideali: la Patria, la sua sposa, i compagni di umiliazione dentro il campo di sterminio.

Una delle mie ex, mi fece una scenata (tra le tante) perché le portai come regalo una pianta di ciclamini, quando “...io sono una donna da orchidea”! Fu uno degli ultimi dialoghi che avemmo. Da astrologo l’avevo battezzata come “una donna intelligente”; dopo questa scenata (accompagnata anche da altri svariati episodi  che è meglio risparmi al lettore) compresi che due erano le possibilità: o non capivo io l’astrologia, o l’astrologia non era in grado di spiegare il mondo. E gettai via le effemeridi…

“Dov’è l’amore”?, chiedo al lettore? In chi te lo proclama in ogni sms e poi cestina te e la tua pianta, o in chi dice, “salvati almeno tu. E ha come risposta. Stiamo assieme sino alla fine…”? In tempi di globalizzazione la domanda non mi pare così banale. Buon San Valentino a tutti!

Mirco Venzo, Treviso 13/02/2019 qzone.it
Nella foto Gitta Sereny, una delle scrittrici che con il suo libro, ha segnato la mia vita. Ho amato, se non questa donna, il suo lavoro.

Rif. 1 https://www.adelphi.it/libro/9788845902048
Rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Campo_di_ster.. 
Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mi...

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