[Debito #1/6]
Sto leggendo un libro di un antropologo americano, David Graeber, il cui titolo è “DEBITO – i primi 5000 anni” (Ed. italiana IlSaggiatore). È un libro che mi risulta complesso in molti suoi punti, ma al tempo stesso intrigante nel suo approccio al tema del debito. L'argomento ho sempre ritenuto fosse squisitamente economico, l'antropologo lo presenta come un “elemento” molto più articolato, sul quale ruota la società tutta e le relazioni umane che la pongono in essere. Non riassumerò tutto il libro, ma vedrò di riportare alcuni concetti in esso contenuti, convinto che qualche lettore li riterrà interessanti. Naturalmente, da buon ambasciatore, non ho facoltà di disquisire sulla veridicità delle informazioni che vi giro, ma confido che l’antropologo, ex insegnante alla prestigiosa Yale University, sappia il fatto suo. È vero che, come in ogni riassunto, vi è sempre la possibilità di riferire in maniera distorta i concetti originari, ma questo è un rischio che dovrà correre chi mi legge. L’alternativa è acquistare l’opera di Graeber e sfogliarla personalmente (379 pagine).
La storia del burqa necessita di un antefatto da collocarsi nell'antico regno dei Sumeri, 2500/3000 anni a.C. (Attenzione al luogo di origine, perché una mia ricerca personale colloca proprio in quei territori la nascita della civiltà come noi l’intendiamo. Lì nasce l’economia di mercato, l’idea di Stato e di proprietà privata. In bella sostanza in quel territorio e in quei tempi si sviluppa il “capitalismo” ndr). A quel tempo la donna come figura sociale se non era perfettamente equiparabile all'uomo, poco ci mancava. Era presente tra i medici, tra gli scribi, tra i mercanti e risultava pure inserita nei pubblici impieghi... Dentro i templi, fulcro di quella società, v’erano delle sacerdotesse che offrivano i loro servizi sessuali, visti non in termini negativi ma, al contrario, come esaltazione dell’attività umana. Nei centri religiosi si trovava la massima espressione di arti quali musica, danza, cucina (attenzione che questi sono i padri dei Greci, che a loro volta sono gli insegnanti dei nostri padri. Se gli italiani e i mediterranei, danno così tanta importanza a quest’arte dipende anche da una trasmissione di questi antichi valori ndr), ed erotismo. La sessualità finalizzata alla procreazione è cosa naturale, - tutti gli animali la praticano in tal senso seguendo un istinto - finalizzarla solo al piacere stacca l’uomo da concetti terreni per avvicinarlo al divino. Questa è la fotografia che si poteva scattare nei territori del Tigri e dell’Eufrate 2500 anni prima di Cristo. Che succede in seguito? Numerose crisi economiche portarono una corruzione della società e dei costumi, spesso gli appartenenti alla classe più povera dovevano, a garanzia dei prestiti ricevuti, lasciare in pegno se stessi, o i propri figli o figlie, utilizzati da chi li riceveva come schiavi. Quando un raccolto andava male si poteva perdere tutto. La libertà, l’indipendenza economica, il figlio o la figlia. Queste ultime in particolare, com'è facile intuire, erano obbligate ad ogni tipo di servizio, entrando anche controvoglia nei territori in cui operavano le sacerdotesse dei templi. Le crisi economiche, concatenate all'impossibilità di saldare i debiti, favorirono un corto circuito. Le sacerdotesse, donne vicine alla divinità ed espressione della stessa, vedevano come concorrenti gli esseri umani della peggior categoria: chi era senza dignità, chi concedeva il proprio corpo in cambio di denaro, del vile denaro.
L’uomo d’onore è quindi colui che da un lato paga i suoi creditori e rispetta la parola data anche e soprattutto a livello mercantile, e dall'altro sa preservare la verginità delle proprie figlie e sorelle. Come distinguere le donne che hanno onore da quelle che lo hanno perduto? Velando coloro che non sono prostitute, serve o donnacce da locanda. E ancora, segregandole sempre più spesso a casa, lontano dai luoghi dove incontri casuali o voluti, favoriscano la perdita dell’illibatezza. Nasce così la pratica del burqa. Ancor oggi in una fascia del mondo che ci è vicina e di cui siamo parte (i delitti d’onore c’erano sino a poco tempo fa anche in Sicilia), accusare di prostituzione la figlia, la madre o la sorella di qualcuno, è un'offesa che induce ad una reazione rabbiosa. Celare il volto delle donne della propria famiglia diventa quindi uno strumento per evidenziare alla comunità tutta che la propria famiglia è onorata. Ed è onorata perché le proprie donne sono “illibate”, non si sono concesse a chicchessia, ma sono “linde” in attesa del proprio sposo. Preciso che le prostitute e le schiave dovevano essere riconosciute da tutti: a loro era vietato coprirsi il volto con un velo. Se lo avessero fatto, una volta scoperte erano colpite in pubblico cinquanta volte con un bastone di legno e la loro testa veniva cosparsa di pece. Pure gli uomini liberi, se complici delle sventurate, erano severamente puniti. La sessualità femminile da dono divino divenne quindi, attraverso questo percorso, "indice di abiezione, corruzione e colpa". Quest’ultima visione del mondo è quella raccolta dalla Bibbia che a sua volta ispirò tutte le religioni monoteiste, ultima in ordine di tempo quella islamica.
Termino con una nota di colore calcistica. La frase di Marco Materazzi che fece infuriare il magrebino Zinedine Zidane era proprio indirizzata ad offendere la sorella dello stesso. Il talento francese perse la testa, che usò per colpire il vile (o astuto, dipende dai punti di vista) calciatore italiano, a difesa dell'onore suo e di tutta la sua famiglia. Tale gesto, radicato nella storia e nella cultura del Mediterraneo, costò l’espulsione del campione nella finale del 2006 e favorì il nostro trionfo.
Mirco Venzo, Treviso 24/07/2016 #qzone
Riferimenti: https://it.wikipedia.org/wiki/David_Graeber - http://www.ilsaggiatore.com/argomenti/economia/9788842817970/il-debito/ - http://www.repubblica.it/2007/08/sezioni/sport/calcio/frase-materazzi/frase-materazzi/frase-materazzi.html - http://www.qzone.it/index.php/q-travels/39-agadir-le-donne-e-la-faglia - Lerner Gerda "The Origin of Prostitution in Ancient Mesopotamia" (1980) citato da Graeber - Tipi di "velo": http://www.qzone.it/index.php/q-travels/39-agadir-le-donne-e-la-faglia