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20241005 VM due luneNel 1995 il regista statunitense di passaporto, iraniano di origine, Farhad Mann dirige il seguito di Congiunzione di due lune, pellicola che uscì nel 1988 a regia Zalman King opera che segnò l’esordio di Milla Jovovich. Il titolo corretto quindi del film che sto recensendo è Congiunzione di due lune 2 - Ritorno a Two Moon Junction. La sceneggiatura della prima pellicola è opera del terzetto Zalman King, Macgregor Douglas e Dyanne Asimow, e i primi due sono protagonisti anche del testo che ha originato questo secondo prodotto, il protagonista di questa mia recensione. A scanso di equivoci devo dire subito che a mio giudizio si tratta di un brutto film, dove la fotografia è molto curata, come spesso accade nei

prodotti “pattinati” d’oltre oceano, in cui anche la fisicità dei protagonisti (uomo e donna) è notevole, ma resta poco altro da salvare.

Trama

Savannah Delongpre, interpretata da una splendida statunitense, Melinda Clarke ventiseienne all’epoca del film, è una modella che lavora a New York e scopre che il fidanzato con cui dovrebbe sposarsi, Robert Lee, (interpretato da Yorgo Constantine) si concede qualche avventura con altre donne. Turbata da questa evidenza, decide di concedersi qualche giorno di riflessione e di accettare l’invito che sua nonna, Belle Delongpre, (interpretata da Louise Fletcher) originaria del profondo sud degli Stati Uniti, le ha fatto per festeggiare il suo compleanno. Belle è un'anziana signora e le due donne sono molto legate l’una con l’altra, anche perchè la prematura morte della figlia dell’una, e madre della modella, le intrecciano in modo contorto, complice anche il carattere della nonna legato alla tradizione di quelle terre, e comunque duro di suo. 

Esiste uno spazio che unisce le due donne e la figura assente, una vecchia casa dove al momento lavora un giovane artista. Jake Gilbert, interpretato dal biondo e palestrato John Clayton Schafer. Jake vive in questa proprietà, e l’abitazione è talmente di suo gusto che intende acquistarla. Savannah non è d’accordo, a quella casa è legata e non vuole che la sua famiglia se ne privi. E’ ora giunto il momento di parlare anche delle due famiglie, quella dei Gilbert, di “umili” origini, che da sempre è in conflitto con la nobile casata dei Delongpre e lascio a chi volesse visionare il film scoprirne le ragioni. Mi permetto di dire che la questione del conflitto tra i Gilbert e i Delongpre è della fuffa infilata nella trama per fingere che ce ne sia una. Il lettore ha già intuito che la bella Savannah finirà per innamorarsi del giovane artista palestrato, rinunciando alle certezze economiche che le poteva garantire Robert. Il finale sdolcinato vede la modella assecondare la sua passione e tutto lascia intendere che i due potranno trascorrere nella casa oggetto di tanto desiderio e discussioni, i loro giorni futuri trombando come ricci e risolvendo eventuali problemi che potessero presentarsi.

Mi fermo qui con la trama per spiegare, in poche battute, perché questo film mi ha deluso. Dialoghi inconsistenti e racconto farcito di luoghi comuni e stereotipi sconnessi con la realtà. La ragazza del profondo sud, che lavora nel campo delle sfilate, si dimostra sbigottita per il tradimento che scopre del suo compagno e agente (comunque colui che le tiene saldo il legame con quel mondo di per sé molto labile). Bambina, se quel mondo non ti piece potevi rimanere in mezzo ai tuoi campi di cotone. La villa dove abita la Delongpre è lussuosa, e naturalmente anche la stessa Savannah non se la passa male, è una modella apprezzata a New York, e come potrebbe essere povera? 

Il meno abbiente è il giovane palestrato, povero, ma non tanto da vedersi precluso il mutuo da parte della banca per acquisire la villa (altra cattedrale circondata dalle acque, voglio dire, non una bicocca di lamiere) che dovrà poi ripristinare, lui, come ogni americano che si rispetti, sa fare di tutto e riportare in auge una villa del profondo sud sarebbe impresa improba per molti, ma certo non per lui… 

Scopriamo poi che lo stesso potrebbe andare a New York dove il successo, anche economico, lo aspetterebbe (e quando mai il sogno americano tradisce), ma è lui che decide di rimanere nella terra cui è legato, e del successo (e del denaro) a lui tutto sommato importa poco… (Molto credibile, se posso dire la mia). Del Ku Klux Klan, di povertà, di negri, di un problema concreto, non c’è indizio alcuno in tutto il film. L'unica figura di colore è una domestica, molto fedele e legata a tutte le donne della famiglia, che pare essere contenta di portare la limonata fresca alle ricche signore che la richiedono per dissetarsi. In effetti forse questo del clima caldo del sud degli Stati Uniti potrebbe essere il vero problema che, sotto traccia, appare in questa sorprendente trama, come la scena della secchiata d’acqua fresca sul corpo sudato di Jake sta a testimoniare. 

Tutta questa bella fotografia e tutto questo cast utilizzato per vedere scene di accoppiamento (poche e manco di chissà quale audacia) tra i due protagonisti del film, il biondo stallone palestrato con l’avvenente Melinda Clarke. Nel sito di Davinotti, dove amo confrontarmi per leggere altre opinioni, c’è, al momento una sola opinione, anche lì han ritenuto ci sia poco da dire…

Mirco Venzo, Treviso 22/09/2024 #qzone.it

Nota, Wikipedia che utilizzo per raccogliere informazioni non ha completato la scheda di questa pellicola. Il primo film, quello del 1988 per lo meno, ha generato qualche articolo in rete più consistente.

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