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20201026 VM tramontoSi è conclusa domenica 18 a Montesilvano (Pescara) la nona edizione dell’incontro organizzato dall’associazione A/simmetrie; nel discorso di inizio lavori il Presidente della Regione Abruzzo Marco Marsilio definiva l’incontro “...un evento dal prestigio nazionale ed internazionale, importante sotto l’aspetto accademico, e culturale…” Ideatore dell’incontro nove anni fa, fu il Prof. Alberto Bagnai che volle creare un momento d’incontro con lettori del suo blog, tutt’ora attivo Goofynomics. Val la pena ricordare il perché del singolare nome del blog: Goofy è il nome originario del personaggio dei fumetti noto come Pippo, il quale in una sua striscia ebbe a sentenziare

... è strano come una discesa vista dal basso assomigli molto ad una salita”; ovvietà di cui anche l’economia è piena, iniziò a spiegarci il professore, ma che spesso non sono considerate e addirittura sfuggono ai più. Una di esse è, ad esempio, quella del debito pubblico, che poche volte si considera essere anche un credito. Oggi ci si preoccupa molto di chi detenga questo fantomatico enorme debito italiano, senza mai ricordare che in passato a detenere questo fardello quanto mai denigrato erano proprio gli italiani, nella grande maggioranza dei casi, ed è così anche oggi. Noi italiani quando acquistavamo BOT e CCT non solo eravamo detentori del debito, ma finanziavamo i servizi pubblici che utilizzavano come cittadini, scuola, sanità, infrastrutture che non crollavano... e via discorrendo. Grazie al debito pubblico oltre ai servizi si creava anche “occupazione”, quella che oggi manca.

Di debito si è parlato anche quest’anno ed ad approfondire il tema son stati Gennaro Zezza e Mario Baldassarri. L’incontro si occupa solo di economia? Negativo, negli anni questo evento è diventato un pretesto per confrontare non solo opinioni anche differenti rispetto a quelle proposte dall’associazione A/simmetrie, ma anche un palcoscenico dove parlare di temi quali diritto, società, politica; a pescara in queste conferenze si produce  cultura. Quest’anno per la prima volta si è parlato di scuola ed istruzione grazie alla apprezzatissima relazione tenuta da Elisabetta Frezza, (Rif. 1) si è parlato di corruzione con Luigi Curini e Lucio Picci, dialogo moderato da Daniele Capezzone, e a mio gusto la relazione più interessante è stata quella sul tema del lavoro dove la professoressa Antonella Stirati e Francesco Petrini si sono confrontati con il giornalista Carlo Clericetti.

Tra le informazioni recuperate da questo dialogo c’è stata la scoperta che nel 1963/1964 i disoccupati nella nostra penisola erano meno di ottocentomila, quando ora, gli ultimi dati pre - coivid, parlavano di circa otto volte quel valore. A rendere molto più drammatica la constatazione vi è la consapevolezza che i dati dei disoccupati andranno rivisti in forte rialzo, proprio per le chiusure forzate volute dal Governo Conte II, e che la saga di fallimenti pare sia solo all’inizio. A questa triste constatazione se ne aggiunge almeno una seconda: anche chi lavora non riesce, nella stragrande maggioranza dei casi, a vivere in modo “civile”. L’acquisto di una casa, ad esempio, è un progetto pressoché improponibile pur per chi un lavoro stabile ce l’ha. Anche chi lavora, ci spiegavano i relatori, guadagna molto meno, in proporzione, rispetto al passato. Questa constatazione si riassume nella curva di Phillips che questo blog ha già presentato (rif. 2). Il tema ricorrente di ogni intervento, titolo di questa nona edizione dell’incontro è stato Il Conformismo.

L’attuale società tende a favorire il conformismo e mi permetto qui di fornire un mio personale contributo sviluppatosi proprio mentre sedevo tra la platea di Montesilvano. I presenti in sala erano muniti obbligatoriamente di mascherina, protezione che senza eccezioni tutti dovevano indossare. La grande sala del convegno che era arrivata a contenere in passato più di settecento persone era molto meno frequentata, in ossequio ai DPCM del Presidente del Consiglio, a naso saranno state duecento le unità comunque presenti, non molte, ma neppure poche. Ed ecco la mia constatazione, vuoi la paura aizzata quotidianamente da tutti i principali mass media, vuoi la distanza tra sedia e sedia rispettosa delle normative vigenti, ma soprattutto, ed è questa una mia supposizione a causa del bavaglio posto sulla bocca di tutti, bavaglio che gli organizzatori di A/simmetrie verificavano fosse indossato correttamente, ma il consueto chiacchiericcio, tale da trasformarsi in un forte brusio, che sempre caratterizzava la sala gli anni precedenti, non c’era.

Prima che gli oratori prendessero la parola, le duecento persone erano immerse in un silenzio surreale, userei l'aggettivo tombale! Per certi aspetti poteva ricondursi agli attimi che precedevano le interrogazioni per chi andava a scuola negli anni ottanta, quando tutti stavamo zitti per non attirare l’attenzione del professore e finire in piedi di fronte alla lavagna. Se il silenzio era simile, sicuramente non vivevamo lo stesso stato d’animo, nessuno doveva essere interrogato, nessuno ci proibiva di parlare, eppure le duecento persone non scambiavano opinione alcuna con il loro vicino, amico, familiare. Una sensazione irreale, anche triste: azzerata la socializzazione. A determinare questa situazione sono convinto sia la mascherina perchè quando quelle stesse persone si son trovate in sala da pranzo, una volta deposto il bavaglio, ecco che il normale scambio di opinioni è sorto dal nulla, tutti discutevano gesticolavano, sorridevano, si rapportavano come dev’essere per la specie umana.

Che la mascherina sia un utilissimo mezzo per eliminare la socialità l’ho riscontrato anche in altri momenti, e qui ne cito due: la conferenza tenutasi da LAB 27, associazione fotografica in quel di Treviso. Sempre quando la relazione del fotografo termina nascono e si sviluppano gli scambi di opinione su quel che si è ascoltato e su ciò che si sta vedendo… questo confronto l’ho visto molto raffreddato alla recente relazione cui ho partecipato con l’amica Cristina. E stamane in fila alle Poste dove ero andato per pagare una bolletta, sempre ascolto chi impreca per la lunga attesa: oggi nulla di tutto ciò! Tutti zitti, amorfi, distanziati e silenti. La mascherina non so quanto sia utile ai fini medici, ma sicuramente è uno strumento di enorme efficacia per “conformare”, “omologare”, "impecorire" gli esseri umani. E sì, perchè a creare difformità l’uno dall’altro non è tanto l’aspetto fisico, quanto le nostre idee. Idee che si scambiano mezzo il dialogo, la parola!

La personalità di ciascuno è soprattutto mezzo quel che dice che si evince… La parola potremmo dire è lo strumento principe della socialità, parlando non solo esprimiamo la nostra visione del mondo, ma esprimiamo anche qualcosa della nostra psiche, dal dialogo comprendiamo se uno è timido o irruento, colto o meno, simpatico o antipatico. La parola ci permette di distinguerci, ma se tutti stiamo in silenzio siamo tutti equiparabili l’uno all’altro. La sala carica di duecento persone provenienti da ogni angola d'Italia, pareva riempita da persone informi, anonime, non si poteva comprendere neppure la diversità di provenienza. L’accento e i dialetti che di solito ci aiutavano ad orientarci in questo senso, non potevano essere utilizzati; chi tace cela anche la sua origine, diventando del tutto simile al suo vicino che magari abita a cinquecento kilometri di distanza.

Termino qui questa mia osservazione:  la mascherina è uno strumento di conformismo, di appiattimento delle specificità e dell’originalità di ognuno. Le osservazioni del filosofo Diego Fusaro (rif. 3/4), che fu anch'esso ospite anni fa di A/simmetrie, sono forse più profonde di quanto non avessi immaginato in un primo tempo. Chiudo ribadendo che le osservazioni relative alla mascherina come mezzo di “conformazione” sono mie personali e non sono in nessun modo riconducibili ai relatori ascoltati, la precisazione è doverosa a scanso di equivoci.

Mirco Venzo, Treviso 23/10/2020 #qzone.it

Rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=fqHEcPbhBow
Rif. 2 http://www.qzone.it/index.php/36-q-economy/546...
Rif. 3 https://www.youtube.com/watch?v=b-wgir9RYU4
Rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-ve...

 

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