“Ti dichiari un europeista convinto? Pensi che per essere competitiva il destino dell’Italia non possa che essere negli Stati Uniti d’Europa? Sogni il giorno in cui portoghesi e lettoni potranno vivere sotto uno stesso stato? Allora questo è il video giusto per te” Così esordisce Alessandro Bartoloni Saint Omer (rif. 1), una delle voci di Ottolina TV, gruppo di informatori liberi che si rifà ai principi della vecchia sinistra (PCI) e che porta acqua al mulino della fine del progetto Europeo. Il video che da spunto a questo articolo ha infatti come titolo Mettiamo fine all’Unione europea? Perché il progetto unitario è fallito e deve finire! Le prossime elezioni europee vedono rifiorire liste dal titolo Più Europa, o Stati Uniti d’Europa. Tornato a prender la parola soggetti come il nostro Mario Draghi, mai votato
da nessun italiano, ma che perpetuò la narrazione della pandemia attraverso green pass e vaccinazioni, o Enrico Letta, che da capo del Governo, spodestato da Renzi, non sapevamo più che fine avesse fatto.
Questi personaggi quando c’è da rinvigorire il progetto europeo rispuntano come le margherite a primavera, per venire puntualmente cacciati quando la situazione economica o sociale precipita.
Facciamo pure qualche altro nome, per non lasciarli soli: Romano Prodi (con l'Euro lavoreremo un giorno in meno" è una sua famosa affermazione, e seguitano a definirlo "il professore") e Mario Monti sono del gruppo. Non posso notare che questa combricola ha un nome roboante: loro sono I tecnici! Loro hanno studiato, sanno come affrontare i problemi al contrario degli elettori che, poverini, non sanno, non capiscono. Qui c'è da interrogarsi se questa sbandierata democrazia, che esportiamo a suon di bombe in giro per il mondo, rientri tra i loro valori. Diamo la parola a Antonio Padoa Schioppa, considerato anche da Wikipedia uno dei padri fondatori dell’Europa (rif. 2) “...nell’europa continentale, un programma completo di riforme strutturali deve oggi spaziare nei campi delle pensioni, della sanità, del mercato del lavoro, della scuola e in altri ancora, ma dev’ essere guidato da un unico principio: attenuare quel diaframma di protezioni che nel corso del Ventesimo secolo hanno progressivamente allontanato l’ individuo dal contatto diretto con la durezza del vivere, con i rovesci della fortuna, con la sanzione o il premio ai suoi difetti o qualità”. (rif. 3)
Eccolo spiegato il progetto europeo: restituire la durezza del vivere alla popolazione, (attraverso le riforme), e se la durezza del vivere non piace alla maggioranza c'è da chiedersi se costoro che sparlano di democrazia, la stessa la considerino un valore o un qualcosa da raggirare. Io ritengo che l'Unione Europea sia lo strumento per togliere sovranità ai popoli. Ridiamo però la parola ad Ottolina, per vedere se arrivano conferme circa il dettagliato programma enunciato da Padoa Schioppa. Anzitutto il canale d'informazione proferisce un “mea culpa”: molti di loro, al pari di molti italiani tra cui il sottoscritto, credevano nell’Europa, ma è giunto il momento di ascoltare Gabriele Guzzi, un economista. “Mentre il mondo brucia tra guerre e divisioni (vedi lo sterminio della popolazione civile in Palestina o il conflitto ucraino, che nei fatti ha fatto espatriare da quelle terre si dice 10 milioni di persone, su poco più di quaranta, e ha ridimensionato la loro cartina geografica di un sesto dei territori, risultato ottenuto a spese di migliaia di vittime, oltre che di migliaia di euro usciti anche dai nostri portagfogli) …L’UE continua a discutere di zero virgola, di percentuali, di saldo strutturale. L’ideologia contabilistica e ragionieristica di Bruxelles si mostra ancora l’unico collante economico realmente esistente oggi in Europa”.
L’Euro avrebbe reso più ricco il continente, a vent’anni dalla sua introduzione i dati ci dicono che l’Europa aveva in P.I.L. procapite pari a quello degli Stati Uniti, oggi è circa la metà! Ancora Guzzi: “Nei progetti iniziali l’Euro avrebbe dovuto raggiungere diversi obiettivi. Tra gli altri promuovere la crescita economica, ridurre le divergenze tra paesi, diventare un credibile competitore rispetto al dollaro. Dopo venticinque anni possiamo dire che tutti questi obiettivi non sono stati raggiunti”. Aggiungo io che, per contro, gli obiettivi sopra esposti dal padre fondatore Padoa Schioppa sono invece stati felicemente centrati, come dimostra anche il grafico del professor Valerio Malvezzi.
I risparmi delle famiglie italiane sono iniziati a crollare quando vi fu la separazione tra banca d'Italia e tesoro (1982 - alla faccia di chi si disinteressa della sovranità monetaria) e l’adesione al progetto europe non li ha per nulla aiutati. Al lettore scrutare la linea e metterla in correlazione con le date. D’altra parte ecco che cosa afferma il premio nobel per l’economia Joseph Stiglitz: “...La causa della crisi è da attribuire alla struttura stessa dell’Eurozona ed alle politiche da essa imposte, non alle mancanze dei singoli paesi”. Che tradotto vuol dire che il governo italiano ed il parlamento nazionale obbligati dai trattati ad assecondare le direttive europee, (d’altra parte senza sovranità monetaria e senza sovranità politica altro non possono fare), non possono essere ritenuti responsabili del disastro economico che si sussegue da decenni.
A chi vi scrive fa piacere constatare che il numero di coloro che sono critici nei confronti dell'Europa aumenti, ma rimane una constatazione: com'è che i principali media nazionali non danno spazio a queste voci, a questi grafici, ed a queste evidenze? Questo è uno dei fulcri della questione; è la domanda chiave. E' il lettore che deve trovare la giusta replica, anche perchè è lui che con le sue convinzioni, entrerà nell'urna.
Mirco Venzo, Treviso 03/05/2024 #qzone.it
rif. 1 https://www.youtube.com/watch?v=7Ej7UhW-EAE
rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Tommaso_Padoa-Schioppa
rif. 3 https://formiche.net/2015/05/la-morale-delle-riforme-ritrovare-la-durezza-del-vivere/
