
Se volete vedere un brutto film, ho il titolo che fa per voi: Ore 15:17 - Attacco al treno, (21 agosto 2015),e la motivazione che ha spinto un'icona di Hollywood quale Clint Eastwood a farne la regia la spiegherò fra poco. Procediamo con ordine: la pellicola narra di tre giovani americani: Spencer Stone (Sacramento 13 agosto 1992) Anthony Albert Sadler Jr. (Sacramento, 13 luglio 1992) e Alek Skarlatos, (Roseburg, 10 ottobre 1992) che decisero di fare un giro in treno per l’Europa, visitando alcune città: Roma, Venezia, Berlino, Amsterdam e Parigi. Le situazioni riprese dal regista sono estremamente banali, e guardando il film mi assale l’idea che
La cultura occidentale affonda le radici su due capisaldi, il primo è la scrittura. Quando l’umanità non scriveva, e sia chiaro che si sta parlando di un periodo lungo decine/centinaia migliaia di anni, la definiamo preistoria, la storia per noi inizia solo con l'avvento dello scritto, prima si trattava di altro. Sancito che la cultura occidentale si fonda sulla scrittura, da dove arrivano gli scritti che hanno maggiormente influenzato il nostro modo di pensare? La risposta è semplice: dall’antica grecia.
Inizio da Thomas Harris, per presentare questo film del 2007 diretto da Peter Webber: Hannibal Rising è il titolo originario di questa pellicola che uscirà nelle sale italiane con il titolo Hannibal Lecter - Le origini del male. (rif. 1). Perché iniziare da Harris? Non solo è l’autore del libro che ispira la trama, opera pubblicata nel 2006, ed è anche lo sceneggiatore, risultando come l'anima di questa pellicola che ha un obiettivo specifico: illustrare il percorso che ha portato Hannibal a diventare uno psicopatico. Una precisazione è d’uopo, Harris fu anche colui che scrisse la trama del primo fortunato film della serie: Il silenzio degli innocenti di Jonathan Demme, (rif. 2) ed è quindi la persona più indicata per prendersi questa responsabilità!
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Nel centralissimo Chiostro di San Francesco, nel cuore di Treviso, a fianco della Chiesa eretta dai francescani (rif. 1) espone il fotografo Giocondo Valdini sino al 30 Maggio. L’accesso è gratuito, e gli orari di apertura della mostra sono: da lunedì a domenica 9,30-12,00 / 15,00-19,00. Le foto esposte racchiudono differenti lavori sviluppati in svariati lustri. Volendo sintetizzare il tutto con un mio personale riassunto, divido le foto in quattro categorie. La prima è un omaggio al proprio territorio: la Marca Trevigiana. Qui vi sono
Oggi ho avuto occasione di leggere un post curioso su Diego Armando Maradona, e voglio condividere con voi la notizia recuperata. Dagli anni ‘30 l’Inghilterra sfida la nazione che ha vinto la coppa del mondo: il 13 Maggio 1980 nel prestigioso stadio di Wembley è l’Argentina, vincitrice dei discussi mondiali del 1978, a scendere in campo contro i sudditi di sua maestà. I locali hanno tra le loro fila giocatori di assoluto valore, c’è Ray Wilkins, che giocherà anche nel Milan. Estrapolo da wikipedia: i suoi "lanci lunghi, tesi,
Questa notte mi sono imbattuto in un film dalle caratteristiche particolari: impregnato sul lavoro di Riccardo Sesani che ne è il regista, l’ideatore del soggetto e uno dei sceneggiatori. Titolo di quest’opera del 1976 Un amore targato Forlì, e diciamo subito che il titolo non è fuorviante, ma neppure particolarmente centrato. Per dovere di precisione aggiungo che il soggetto e la sceneggiatura sono stati possibili grazie alla collaborazione con Bruno Cortini, mentre la sceneggiatura si è avvalsa anche del contributo di Franco Rossetti che ne è pure il produttore. La caratteristica particolare di questa pellicola è che non è classificata come commedia erotica all’italiana (o
Ottolina Tv, in uno dei suoi video esplicativi del contemporaneo, (rif. 1) da la parola all’economista greco Gianīs Varoufakīs formulante un concetto quanto meno interessante: quello di tecnofeudalesimo. In questi ultimi vent’anni, sostiene lo studioso greco, nuove figure si sono imposte nel mondo imprenditoriale internazionale, sono i proprietari delle big tech, Google, Amazon, Meta, Apple, Microsoft... nuove realtà che stanno scalzando quel poco che ancora rimane del vecchio mondo industriale. Il primo passo compiuto da queste aziende è stato privatizzare internet, creando oligopoli o
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E’ da poco terminato il 25 aprile con tutta una serie di inutili polemiche sulla presunta liberazione dell’Italia, nessuno ha colto la coincidenza numerica per parlare di ciò che è accaduto nel febbraio di quest’anno. Lo farò io. 25 (ecco il numero che ricorre) febbraio 2024: su di un profilo facebook un americano qualsiasi scrive: “Molti di noi amano chiedersi: ‘Cosa avrei fatto se fossi stato vivo durante la schiavitù? O durante le leggi Jim Crow degli stati del Sud? O l’apartheid? Cosa farei se il mio paese stesse commettendo un
Tutto l'amore del mondo è un film del 2010 diretto da Riccardo Grandi. (rif. 1) Osservando il percorso artistico del regista rimango sorpreso giacché la pellicola che sto per recensire è solo la seconda del suo curriculum, ed è la terza in assoluto, almeno basandomi su Wikipedia (rif. 2) Il soggetto che ispira il film è di Massimiliano Bruno, si tratta di un'opera teatrale a titolo InterRail che viene proposto al pubblico nel 2002, la sceneggiatura è di Edoardo Falcone ed Andrea Bassi. La trama è semplice, un ragazzo scettico sull’amore,
“Ti dichiari un europeista convinto? Pensi che per essere competitiva il destino dell’Italia non possa che essere negli Stati Uniti d’Europa? Sogni il giorno in cui portoghesi e lettoni potranno vivere sotto uno stesso stato? Allora questo è il video giusto per te” Così esordisce Alessandro Bartoloni Saint Omer (rif. 1), una delle voci di Ottolina TV, gruppo di informatori liberi che si rifà ai principi della vecchia sinistra (PCI) e che porta acqua al mulino della fine del progetto Europeo. Il video che da spunto a questo articolo ha infatti come titolo Mettiamo fine all’Unione europea? Perché il progetto unitario è fallito e deve finire! Le prossime elezioni europee vedono rifiorire liste dal titolo Più Europa, o Stati Uniti d’Europa. Tornato a prender la parola soggetti come il nostro Mario Draghi, mai votato
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