Né di destra né di sinistra: la cazzata del secolo. Definirsi "né di destra, né di sinistra", è stato ed è un ritornello di successo che ha rimbecillito la coscienza, la politica e il costume di questo scorcio iniziale del Terzo millennio. In sostanza non essere né di destra, né di sinistra, significa essere il nulla, niente. È sotto gli occhi di tutti che gli iniziatori e i facilitatori di questo nulla, si stanno avviando all’estinzione, dopo aver causato danni etici e politici non indifferenti. Il problema principale è che questo ritornello ha portato alla scomparsa di quella destra e di quella sinistra che dal dopoguerra alla fine degli anni ottanta del secolo scorso hanno contribuito allo sviluppo
e alla modernizzazione del nostro paese. Sono sparite la destra e la sinistra responsabili, e viviamo nell’era della destra e della sinistra irresponsabili, cioè l’era del nulla, ne di destra ne di sinistra, o meglio della finta destra e della finta sinistra.
È diventato di moda dare del fascista o del comunista con estrema facilità e leggerezza, purtroppo in Italia non abbiamo fatto i conti con il fascismo, e nello stesso tempo non abbiamo sperimentato, per fortuna, il comunismo, per cui parliamo di cose che non conosciamo nella loro essenza diseducativa, perché questo sono stati e sono il fascismo e il comunismo. Voragini diseducative in cui gli imperativi erano credere e obbedire, dove dubitare era considerato alto tradimento. Quindi assistiamo alla ridicola esibizione di un presidente del consiglio che in un contesto di aggregazione politica inneggia a: “Chi non salta comunista è”. Ma voi ve lo immaginate un Almirante o un Malagodi che concludono i loro comizi con “Chi non salta comunista è”.
Dall’altra parte abbiamo la segretaria del partito che ha abolito l’articolo 18, che ogni tre per due invoca il pericolo fascista da parte di un presidente del consiglio la cui impronta politica è: “Chi non salta comunista è”. Ma voi ve li immaginate Moro o Berliguer che ad ogni temporale invocano al pericolo fascista, loro che il fascismo l’anno conosciuto e avversato. Purtroppo il qualunquista “ne di destra ne di sinistra” ci ha fatto perdere il senso della politica, il senso dei valori, una volta i politici, anche i meno dotati, nei momenti più difficili esprimevano comportamenti rassicuranti e propositivi, oggi ad ogni flatulenza di Putin o di Trump si grida all’invasione dell’Europa, o al tradimento dell’Europa, dimenticando la subalternità farisea ne confronti dell’uno e dell’altro. Per cui quelli che non sono né di destra né di sinistra guardano all’uno o all’altro come demiurghi salvifici. Non sono né demiurghi né salvifici.
L’Europa è effettivamente invasa, ma dall’ipocrisia, dall’egoismo e dal cinismo di una classe dirigente ne di destra ne di sinistra, cioè dal nulla, e di un’apatica popolazione satolla: né di destra né di sinistra.. Quindi rivendichiamo i valori di destra della famiglia, e i valori della sinistra dell’equità, e del valore sia di destra che di sinistra della libertà. Smettiamo di credere ai “non sono” e diventiamo dei: “Io sono”, oggi più che mai è necessario avere le idee chiare su cosa sia la destra e cosa sia la sinistra. Ma come diceva Gaber: cos’è la destra, cos’è la sinistra?
Marco Fascina