La giornata era piovosa, dopo un lungo periodo di siccità invernale finalmente una bella giornata di pioggia. Generalmente la pioggia è un evento che incupisce, ma questa, attesa da molto tempo, è percepita come un segno della natura che vuole rifiorire, come un indicatore che la primavera è alle porte e così c’è poca voglia di rimanere a casa. Un caffè vicino la Chiesa di Santa Maria del Rovere, con il cantautore Mimmo Cascio è il pretesto per uscire e così vengo a conoscenza dei suoi progetti. “Il mio esordio come musicista risale al 1987, era un evento organizzato da noi studenti e quest’anno c’è il 35° anniversario della mia attività di cantautore; vorrei celebrarlo con un E.P. di 5 brani di cui ho già la copertina, ed il
titolo sarà: Più brutti che belli”. Mimmo mi spiega che questo ultimo lavoro, ancora da chiudersi, spera però di terminarlo prima dell’anno nuovo, è stato realizzato grazie alla collaudata collaborazione con il musicista ed arrangiatore Franco Sabatino, oltre che alla competenza tecnica del fonico Francesco Zanini e della sua MusicArt.
Le opere di Mimmo (per chi non lo conoscesse è l'artista presente nella foto fornita dallo stesso) spesso descrivono la provincia italiana e chi la abita, sono in un certo qual modo autobiografiche, ed in quanto tali rappresentano una concreta testimonianza del nostro paese. Dialogando con l’artista apprendo che ad ispirarlo e a fargli da maestro sono stati i grandi nomi della nostra musica degli anni 70 ed 80: la coppia Battisti e Mogol, Edoardo Bennato, Fabrizio De Andrè, Francesco De Gregori… non li ha citati tutti ma già questi colossi rendono l’idea di dove affonda le radici, la sua poetica ed il suo modo di intendere la musica. (vedi nota sottostante) In questo senso è ampia la divergenza con le proposte che vanno oggi per la maggiore, spesso riconducibili a forme musicali molto diverse da queste sopra ricordate (si pensi al rap) con i testi che possono "vendere" anche all’estero, anche perché cantati in inglese, ma che trascurano le radici linguistiche, musicali e culturali del nostro paese.
Mimmo, dicevo, si rifà alla tradizione dei cantautori del passato e in tal senso la massima espressione del suo essere artista ce l’ha negli spettacoli dal vivo, quelli dove il pubblico lo si affronta guardandolo negli occhi. Scopro che una provincia particolarmente ricettiva a riguardo è quella vicentina, e non è un caso se il prossimo appuntamento è in quel di Schio. "Proporre cover di successi è facile, presentarsi dal vivo con testi propri di fronte ad un pubblico che non ti conosce è molto più difficile: nel vicentino ho notato una maggior attenzione al'ascolto, trovo un pubblico attento e curioso alle novità" chiedo ora maggiori informazioni circa questo E.P. in uscita:"In questo lavoro ci sono due rivisitazioni musicali; una riguarda Viaggerò, l'altra è una canzone dedicata a Chiusa Sclàfani, Ora chiusa è sempre là piccolo comune siciliano ricco di mulini e frantoi dove nascono anche artisti di buon livello”.
Come già mi aveva raccontato nella sua precedente chiacchierata (rif. 1) il cuore di Mimmo Cascio è conteso dall’amore per la terra natia, la Sicilia, e dal Veneto, regione dove ha trovato moglie e importanti amicizie; spesso nelle sue canzoni questi luoghi sono d’ispirazione per i suoi racconti musicali. Mentre rientravo a casa, con il parabrezza che cigolava per ripulire il vetro dalle gocce di pioggia incessanti, riflettevo sul fatto che 35 anni di attività artistica sono un bel traguardo e in questo lasso di tempo molte cose sono cambiate negli usi e nel costume della cultura italiana. Molte cose sono cambiate anche musicalmente. Sono orgoglioso di conoscere un artista che nel suo piccolo rimane fedele a certe radici culturali non sradicate dala globalizzazione, che seguita ad essere un roccioso testimone di quell’Italia che amo, e che un pezzo alla volta, pare a me, ci stanno portando via.
Mirco Venzo, 04/04/2022 #qzone.it
Rif. 1 http://qzone.it/index.php/q-arts/617-mimmo-cascio-ed-il-suo-secondo-cd
Nota: un amante della musica che si forma negli anni ‘70 ed ‘80 ha naturalmente anche importanti influenze di musica internazionale, per espressa volontà dell’artista ne cito due su tutti: Bob Dylan e Bruce Springsteen. Chiunque abbia occasione di ascoltare le canzoni di Mimmo, troverà subito delle affinità anche con questi colossi della musica internazionale. Qui di seguito propongo la traccia di Bosnia non c'è rock 'n roll dove troverete prova di quanto sopra asserito. Se ho scelto questa canzone tra le molte prodotte da Mimmo la ragione è la tragica attualità della stessa.
https://www.youtube.com/watch?v=bXUFY8gW9Xo