In questa cittadina nel sud del Marocco siamo in pieno Ramadam, e la cosa è significativa ed aiuta a comprendere la mentalità di chi ci ospita. Il Ramadam è un periodo di quattro settimane che cade una volta all'anno in cui il credente mussulmano non può praticare attività sessuale, fumare, mangiare e bere durante le ore di luce. In bella sostanza è un momento depurativo, sia per il corpo sia per lo spirito. Per me, che sono occidentale di impostazione cattolica, la cosa rappresentava una curiosità, ma questi primi giorni trascorsi in Agadir mi han convinto che il Ramadam, per un mussulmano, è una cosa molto seria. Decisamente molto più di quanto non sospettassi.
Che non si debba far sesso e fumare durante il giorno, può essere una cosa comprendibile e accettaile, che non si possa mangiare dalle 4 del mattino alle 20 di sera mi pareva abbastanza un supplizio, ma quando mi han detto che manco si può bere, ricordo che siamo in Africa e oggi il termostato ha segnato anche 35°, mi pareva semplicemente impossibile da rispettarsi. Nella mia ingenuità ho ritenuto che fosse un po' come il divieto di mangiare carne il venerdì per un cattolico... si sa che non si dovrebbe fare, ma poi non conosco nessuno che pratichi questo precetto. Son rimasto quindi attonito nello scoprire che qui ad Agadir la regola del non bere è ferrea. Marocchini che bevono ne se trovano proprio pochi, in pubblico, nessuno. Di mangiare manco se ne parla. Wikipedia precisa che chi lo fa in pubblico, in alcuni paesi, non è questo il caso del Marocco che è particolarmente tollerante, rischia anche sanzioni penali in quanto oltraggia il comune senso del pudore. La realtà è che tutti i locali di ristorazione analizzati sono frequentati durante il giorno quasi esclusivamente da turisti, i marocchini che si siedono anche solo per bere un caffe, o un tea alla menta, si possono veramente contare sulle dita delle mani. Mi scuso quindi con i mussulmani che dovessero leggere il titolo del mio articolo, ma onestamente io non mi aspettavo un tale rigore.
Mi vedo quindi ora costretto a precisare alcune cose al lettore, la prima, questo sacrificio che pare impossibile da rispettarsi è al contrario praticabile, non solo per un locale, ma anche per personale esperienza dello scrivente. Stamane dopo aver fatto colazione (e quindi dopo aver mangiato e bevuto) sono uscito per una camminata e tra un dialogo e l'altro abbiamo percorso dodici kilometri sotto il sole. Ad accompagnarmi c'era una "guida" locale e per rispetto di costui, ho evitato di bere in sua presenza. Morale, mi son permesso di bere la mia bottiglietta d'acqua solo una volta raggiunta l'abitazione quindi nel tardo pomeriggio. Lo sforzo è quindi fattibile, con un po d'impegno potevo permettermi di rispettare la loro regola anch'io, e lo avrei potuto fare dopo una giornata particolarmente intensa dal punto di vista fisico (ho ancora male alle gambe). A ben riflettere la causa è forse attribuibile al clima di qui. L'aria fresca ed asciutta rende praticamente difficile il sudare e noto che sto bevendo molto meno rispetto a quanto non faccia a casa, non per ragioni religiose, ma proprio perchè non ne sento la necessità. Quanto al mangiare, dopo una bella colazione di solito tiro dritto sino a sera, quando coloro che ci ospitano organizzano la cena (e spesso mangiamo assieme) quindi di fatto l'unica deroga che ci prendiamo rispetto alla loro dieta è legata alla colazione che basterebbe anticipare di qualche ora. Anche in questo caso la spiegazione è legata al clima, con il caldo sento la necessita di mangiare meno rispetto a quanto non faccia a casa dove, guarda caso, quando arriva l'estate mangio meno e preferibilmente la sera. Le regole del Ramadam che paiono molto severe non sono poi impossibili da rispettare neppure per un italiano di mezza eta quale son io. Chiudo raccontando alcune chicche che l'incontro di oggi ci ha regalato.
La prima: ci sono dei mussulmani che bevono alcool, costoro devono interrompere il loro vizio almeno quaranta giorni prima del Ramadam, della serie si devono "depurare" per affrontare il momento di penitenza. Seconda osservazione che il nostro informatore ci ha fornito: durante il periodo del Ramadam, il consumo di fumo cresce a dismisura e nella notte di queste 4 settimane si consuma tanto quanto nel resto dell'anno.
Venzo Mirco, Agadir (Marocco) 12/06/2016
Foto Franco Dal Col
