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20201216 VM vicinoC’è da spostare la macchina, arriva un non so chi per pulire le fognature e così esco dalla mia camera, bella calda, per spostare i due veicoli, il mio e quello di mia sorella… Nel compiere questa veloce, quanto scocciante faccenda, immancabilmente si avvicina un vecchietto che abita in una delle casette a schiera per aggiornarmi del suo nulla. Io son di fretta, sto lavorando al PC, ma… vaglielo a spiegare e così…
Sto sistemando, la siepe di… (Mi ha detto il nome e ho capito di chi si tratta perchè ho visto dove lavorava, io manco li conosco tutti i miei

vicini!) … Ma sto sistemando anche il giardino di M. ...poveretto, cosa vuoi che faccia? M. lo vedevo girovagare attorno alle casette, dentro il nostro “recinto”. E’ molto anziano, un po’ rimbambito, ebbe a gestirsi anche la rogna della moglie colpita da Alzheimer. Onestamente è un pezzo che non lo incrocio, forse sta poco bene. Ma ci sta, è più che ottantenne… Sta di fatto che se non ci fosse il vicino che gli cura i 4 metri quadri di giardino, li crescerebbe una giungla. Dirò, lo stesso è per il mio di giardino, che è gestito da un altro vicino, Bepi.
E così questo mi aggancia, ha voglia di parlare, direi anche bisogno di parlare, e vedo che allunga il soliloquio”. "...E gli curo l’albero di limoni, quest'estate ci saranno limoni per tutti”.
Limoni per tutti? io manco ne ho mangiato uno e manco so dove sia quest’albero… tuttalpiù avrà una piantina che il freddo invernale rischia di portarsi via, qui non è zona per agrumi.
Il problema è che io sono senza mascherina, ma lo è anche lui, senza protezione, e mi si appiccica per parlare.
Viene sempre più vicino, essendo mezzo sordo, immagino, il fatto è che tende a venirmi addosso.
Sono disturbato dalla cosa, non sono interessato ai suoi discorsi, non voglio che mi si avvicini per tutela della mia e sua salute, (sono definito negazionista, ma mica nego che il virus ci sia e qualche accorgimento noi “negazionisti” -Rif. 1- lo prendiamo) e ho fretta di tornare a finire il mio lavoro nella confortevole cameretta, lasciando il freddo e umido giardino a chi si occupa di giardinaggio.
Così mi invento di portargli una bottiglia per ringraziarlo del servizio reso alla comunità… “Lo vuole bianco o rosso? Dolce o secco”? - “Va ben tutto, ma mica sono un ubriacone!
E così mi sgancio da lui, ma devo fare una passeggiato fino alla mia cantina per recuperare la bottiglia, brontolando: persa un'altra bottiglia, questa non prevista.

Poi rifletto… E’ vero che sta contribuendo al bene di tutti, e lo fa gratis, lui che per due cornicette (fatte bene, a dir il vero) aveva chiesto una bella cifra ai miei, quando erano vivi.
Capisco che queste persone anziane hanno bisogno di socializzare. Verrà, e non tra non molto, il mio tempo di voler parlare con qualcuno. e chissà se troverò ascoltatori.
Ora sono contento di aver gestito questa pillola di diplomazia con il dirimpettaio che, al pari di ogni altro vecchietto, è stato molto colpito da tutta la gestione del virus.
La società vive di questi scambi, lui sistema due giardinetti, che con il suo fanno tre, altri due giardinetti li sistema Bepi, io distribuisco bottiglia a destra e a manca… una miriade di scambi che creano comunità.
Una certa agenda vuole l’individualismo sfrenato, non funziona così, siamo fatti per piccoli scambi, quali questi appena narrati, come ben spiega David Graeber nel suo Debito (rif. 2), lavoro che ho dovuto leggere due volte da quanto complesso, ma che rappresenta una pietra miliare del mio percorso personale.

Resto convinto che l’opera di isolamento perpetuata dal governo Conte II stia portando a danni notevoli alla nostra capacità di socializzazione, e che questo non interessi minimamente a chi è lì per rappresentarci, sulla carta, ma che da tempo non lo sta più facendo. (rif. 3)
A breve posterò un altro articolo che parla di come ritenga sia un problema questa cosa che i rappresentanti politici in parlamento non rappresentano più chi li mantiene: il popolo.
E’ un erodere le istituzioni e le istituzioni sono parte della società. Direi di più, remore del mio esame di sociologia: sono le fondamenta della società. sgretolarle, le istituzioni, può solo portare a danni che, se andrà male, avranno conseguenze anche cruente.
Io ho una visione lugubre della società.

A questo penso oggi, mentre il mio vicino si berrà il mio vino senza che né lui, né nessuno del mio caseggiato, sappia che pensieri mi frullano in testa.
Forse mi preoccupo tanto del “sociale” perché io per primo sono asociale.
Il fatto è che mi ritengo anche un intellettuale, (e per questo scrivo nel blog) certo, un intellettuale da quattro soldi, ma se avessi fatto successo in politica, con i miei valori, non mi sarei piegato come molti nostri attuali rappresentanti. Per inciso forse proprio per questa rigidità, che mi piace considerare rettezza, non ho fatto molta strada…
Chiudo precisando che al mio fianco di “intellettuale dei poveri” ci metto anche tutti i miei compagni di battaglie politiche, quelli espulsi dalle 5 Stelle, che ora si son persi nei loro meandri (e lo stesso pensano loro del percorso che ora sto facendo io).
Questa serie di pensieri ha generato la veloce chiacchierata con il vicino “rompino” che mai potrebbe afferrare queste mie elucubrazioni.

Mirco Venzo, Treviso 16/12/2020 #qzone.it
Nella foto il giardino di casa.

Rif. 1 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/676-2020-l-anno-dei-negazionisti
Rif. 2 https://www.ibs.it/debito-primi-5000-anni-libro-david-graeber/e/9788842817970
Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-themes/mirco-venzo/672-siamo-ben-rappresentati

 

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