Maurizio Ferraris nel video (rif. 1) cui faccio riferimento, racconta di Jaques Derrida, il filosofo franco algerino morto nel 2004 (rif. 2). Il concetto forte che si associa a Derrida è la decostruzione e Ferraris ci fa intuire in cosa consista parlandoci del tema della presenza. La presenza, l’esserci, si comprende partendo dal suo opposto, l’assenza, il non esserci.
Se io faccio una camminata sulle mura di Treviso, quali tra i due protagonisti è maggiormente presente? Io o le mura? Le mura son lì dal medioevo, io solo dal millenovecento e ... tra cent’anni è molto probabile che le mura siano ancora presenti, mentre io sicuramente non ci sarò più. Già dopo la mia passeggiata la sfida di presenza tra me e le mura è vinta dall’insieme di pietre a difesa (oggi arredo) della città.
Le mura e io siamo presenti perché potremmo sparire, e le mura sono maggiormente presenti del sottoscritto perché la mia struttura mi costringerà a sparire prima.
L’importanza dell’essere presenti o assenti è d’immediata comprensione per ogni essere umano perché chi c’è, chi è presente, è vivo, al contrario di chi non c’è più, che è morto. Nulla di nuovo sin qui, la Filosofia ci parla della morte. Ferraris parla a questo punto del tema delle registrazioni, di ciò che lascia traccia. Fin tanto che ci sarà una traccia della presenza non ci sarà totale assenza, e saremo, in qualche modo, “vivi”. Tornando alle mura esse attestano del medioevo trevigiano, mentre non c’è traccia di chi le ha costruite. O se preferite le mura di Fra Giocondo rendono vivo ancor oggi l’ingegnere idraulico e frate francescano, mentre di tutte le centinaia di manovali non è rimasta traccia sostanziale. Questi lavoratori sono "abbastanza" spariti, anche se meno del sottoscritto che dalle mura ha fatto ritorno per redigere quest'articolo, mentre le mura, sono una traccia della loro presenza passata (dei lavoratori intendo), anche se non sappiamo chi fossero.
In questa situazione s’inserisce l’importanza della scrittura, la scrittura è basilare perché è importante per ciascun uomo, ed estendendo il concetto, per ciascuna società, lasciare traccia della propria presenza. La scrittura è un ottimo modo per far ciò, non è l'unico supporto utile in tal senso (l'architettura, le statue e le pitture pure possono essere ottimi supporti per lasciar traccia, ma le idee come si riesce a trasferirle mezzo gli scritti è difficili trasferirli in altri modi. Le registrazioni, sino a che non sono cancellate, narrano di chi c’era, rendendolo immortale. Sono una barriera per sconfiggere una paura atavica, quella della sparizione/morte. Ecco quindi che nell’era in cui tutti ritenevano le immagini e il sonoro andassero a cancellare l’importanza della scrittura usiamo il telefono per scrivere (facebook, sms, e what’s up) andando contro quanto s’immaginava quando la diffusione del telefono e della televisione ha preso il soppravvento, ma non andando contro le previsioni di Derrida che affermava “Guardate che della scrittura l’uomo non può fare a meno…” per le ragioni sopra esposte.
Così ho sintetizzato l’esposizione di Ferraris, il lettore è libero di ascoltare il video originale di cui sotto ho indicato il link. Mi riallaccio al video che ha generato l’articolo per ribadire l’importanza della ricerca di Derrida… questo supporto video che parla del suo pensiero e del suo lavoro era stato rimosso da Youtube (e facilmente sarà rimosso anche in futuro, per preservare i diritti d’autore de “La Repubblica” che questa splendida serie di video ha ideato). Lo scritto che state leggendo potrebbe dunque essere l’unica traccia della presenza (nel web) di queste riflessioni. Vado oltre, in quest’articolo, intrise nelle riflessioni del filosofo franco algerino, vi è la ragione per cui esiste Qzone, il blog cerca di evidenziare alcuni artisti/idee/fatti che ci circondano; per lasciar traccia di essi. La rappresentazione da parte dei media ufficiali di ciò che ci circonda a parer nostro è distorta, le idee che sono proposte non sono le stesse che raccogliamo in giro e che i nostri sensi percepiscono.
Un esempio? Berlusconi vedeva “La luce in fondo al tunnel” ed i ristoranti pieni. Monti, Letta, Renzi e oggi Gentiloni vedono la “...fine della crisi” quando a noi pare che la crisi perduri e, al contrario, si faccia nulla per ostacolarla.
Un vecchietto che cade dalla bicicletta, (rif. 3) il dialogo con un becchino (rif. 4) una disastrosa storia d’amore (rif. 5/6) vanno contro il cliché precostituito.
Spesso gli scritti miei e di Marco Fascina cercano di “render presente”, di “portare in vita” attraverso questi post (scrittura) idee di cui poco si parla, quali quelle del prof A. Bagnai che altro non fa se non ricordare la lezione di Keynes. Anche gli articoli su ArteScalza, su autori quali Manuela Zottarel (rif. 7) o il narrare del libro di Monica Zuccato (rif. 8), la descrizioni di performance quali Indossa ciò che sei dentro, giusto per citare qualche esempio a caso, altro non sono se non tentativi di lasciar traccia circa un’attività artistica che esiste nel nostro territorio. Un brulicare d’idee, emozioni, rappresentazioni espressive che parlano di una vitalità esterna ai centri commerciali e agli eventi controllati dalla S.I.A.E. Sempre per lasciar traccia e sconfiggere la morte, esiste una pubblicazione su carta di una parte degli articoli di Qzone 2016 (rif. 9) e sto approntando anche una versione cartacea degli articoli pubblicati nel primo semestre di quest’anno. (rif. 10) La ragione è legata alla volubilità del web che potrebbe per varie ragioni, far sparire in un attimo i nostri sforzi narrativi, cancellando le nostre riflessioni, le informazioni faticosamente raccolte e riportate, gli artisti che abbiamo evidenziato. Ancora una volta Derrida ci aveva visto giusto, se mai ciò accadesse, le pubblicazioni in tiratura limitatissima di questi testi saranno l’unica traccia di tutto questo lavoro.
Mirco Venzo, Treviso 05/09/2017 #qzone
Nella foto dell’articolo a reggere il Centone di Qzone è Manuela Zottarel.
Rif. 1 https://www.youtube.com/watch?...
Rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Jacqu...
Rif. 3 http://www.qzone.it/index.php/q-...
Rif. 4 http://www.qzone.it/index.php/q-...
Rif. 5 http://www.qzone.it/index.php/q-...
Rif. 6 http://www.qzone.it/index.php/q-...
Rif. 7 http://www.qzone.it/index.php/q-...
Rif. 8 http://www.qzone.it/index.php/q-...
Rif. 9 https://www.libreriauniversitaria....
Rif. 10 https://www.boopen.it/centone-qzone-2017-