La famosa frase. “Chi parla male, pensa male, e vive male. Bisogna trovare le parole giuste: le parole sono importanti!” di Nanni Moretti in Palombella Rossa, sottolinea l'importanza delle parole, le parole definisco l’oggetto del nostro interesse ma evidenziano l’essenza del soggetto che le esprime, le parole sono lo specchio della qualità della vita. Ma un aspetto importante delle parole è il loro significato condiviso. È necessario che sia l’emittente che il ricevente delle parole attribuiscano ad esse lo stesso significato, in questo caso c’è comunicazione e comprensione, diversamente si ottengono incomprensione e divisione. È indubbio che
stiamo vivendo un periodo di incomprensione e di uso equivoco delle parole, ma l’incomprensione è favorita e aumenta anche quando alla diversità di significato si aggiunge la discrepanza tra significato e comportamento, quando gli atti sono in dissonanza con il significato percepito del messaggio. Il caso peggiore è la situazione di messaggio percepito come ipocrita seguito da comportamenti dissonanti e vessatori, una evidente situazione di ipocritofilia. Quando l’ipocritofilia è una componente predominante nella classe dirigente di una democrazia, si è in un regime di ipocritocrazia oligarchica, cioè la situazione di un'élite senza parametri etici e morali condivisi con i cittadini dedita al mero esercizio del potere, giustificando la putrida ammucchiata con la nota e abusata frase: “Senza di noi sarebbe peggio”. L’Ipocritocrazia è una componente strutturale dei regimi totalitari e vessatori, è una patologia in regime democratico. Non è necessario che l’ipocritocrazia sia percepita e individuata dalla maggioranza della popolazione, è sufficiente che sia rifiutata da una minoranza di cittadini per minare il principio della legittimità democratica. In una democrazia la maggioranza sceglie chi governa e gestisce il potere, ma è la minoranza che legittima il governo della maggioranza riconoscendogli il diritto ad esercitare il potere anche se, e proprio perché, non è espressione delle sue posizioni. In democrazia il bollino della legittimità democratica è appannaggio della minoranza. Mancando il requisito della legittimità democratica si possono avere governi conformi alle leggi ma non legittimi politicamente, purtroppo è quello che è successo negli ultimi anni nel nostro paese, il gioco della deleggittimità reciproca tra i diversi schieramenti ha portato alla spaccatura tra cittadini e istituzioni, che si trovano, di volta in volta, delegittimate.
Marco Fascina