"L'Europa è oggi a un grande bivio e chi conosce la bellezza di confronto, dialogo, integrazione, sa che a certi signori tecnocrati europei che vengono a dire 'ora vedremo cosa fare, qui, li, sopra e sotto', parole parole parole, rispondiamo che voi dalla Sicilia dimostrate cos'è la parola civiltà. Da presidente del Consiglio vengo a dirvi grazie"... questo disse Matteo Renzi a Trapani poco tempo fa parlando di immigrazione e continuando,"Non può continuare così, c'è bisogno di una soluzione radicale. E' stridente il confronto tra Bruxelles e Trapani".
Con questa dichiarazione il premier Renzi sembra proprio abbia voluto regalare agli italiani ancora indecisi uno spot elettorale proprio per il NO alla sua Riforma. Che il Premier voglia a parole “spezzare le reni ai burocrati europei” lo posso capire, purtroppo per lui, ma anche per noi, gli euro burocrati sanno già in pratica, sia cosa dire, sia cosa fare. Gli euro burocrati con le dovute buone euro maniere, diranno che abbiamo firmato dei trattati e abbiamo inserito nella nostra Costituzione (unico paese in Europa) il pareggio di bilancio. Ci inviteranno a rileggere i trattati e a rileggere la nostra Costituzione. Naturalmente per non mancarci di rispetto ci diranno tutto per filo e per segno solo dopo il Referendum, altrimenti il fronte del SI col Premier in testa rischierà di perderlo il Referendum, perché, gli euro burocrati vogliono fortemente che vinca il Si, così potranno canzonarci con più facilità. Dopo il 4 dicembre gli euro burocrati ci inviteranno a leggere anche la nostra nuova, di Costituzione. Infatti, se vince il SI, NOI, saremo più deboli non, più forti, perché avremmo permesso di distruggere la Costituzione, quella del 1948 e i residui di dignità e sovranità nazionale che conteneva. Sembra chiaro allora che il nostro Presidente del Governo non abbia letto quegli articoli della sua stessa Riforma che inseriranno nella nostra Costituzione l’obbligo di recepire le norme dell’Unione Europea. Proprio così, obbligo non, la facoltà. Mi riferisco, per entrare nel merito, al combinato disposto degli articoli 55, 70 e 117, meglio noti come pillola avvelenata, che vanno ad aggiungersi al famigerato art. 81, una chicca del ministro Orlando. Con l’entrata in vigore della sua riforma dovremo ratificare, per obbligo costituzionale auto imposto, tutte le "porcherie" che ci arriveranno da Bruxelles, dovendo rimpiangere persino il famigerato bail-in. In conclusione, Parafrasando il grande Antonio Griffo Focas Flavio Angelo Ducas Comneno Porfirogenito Gagliardi de Curtis di Bisanzio, più noto come Totò, "i sacrifici sono veri, le migliorie della nuova riforma sono supposte, i sacrifici veri per il momento li mettiamo da parte, le migliorie costituzionali supposte … dove le mettiamo le supposte?" (*)
Marco Fascina
(*) Totò frase originale:
... "Nella vita ci sono le cose vere e le cose supposte: le cose vere le mettiamo da parte per il momento… ma le supposte… dove le mettiamo le supposte? ..."