Gioiosa serata all’insegna dell’Arte per la premiazione del concorso Vino Divino 2020/2021, giunto ormai alla quarta edizione. L’evento organizzato da Claudia Rossetti, colonna portante del gruppo ArteScalza, ha reso tangibile il vivace desiderio di tornare alla normalità dopo tanti mesi di chiusura, grazie alla partecipazione dei pittori protagonisti, in compagnia di amici e simpatizzanti invitati all’incontro. Nell’attesa, approfitto per scambiare qualche parola con Luigi Mello, uno dei giurati: “Sono emozionato, è la prima volta che partecipo con questo ruolo. Ho visto una giuria molto variegata nei suoi componenti, dando
origine così a un dibattito dove il soggetto è il vino, che ha la capacità di unire simbolicamente moltissime categorie di persone. Per me è stata una positiva occasione di crescita personale.”
Nel corso della presentazione, al momento dell’aperitivo come buon auspicio per il prossimo futuro, le parole di Stefano Bergamin hanno dichiarato il bisogno di libertà e di confronto vero tra persone, anche nella semplicità di un momento festoso. Con trepidazione è stata annunciata da Claudia Rossetti la ripartenza di un’ArteScalza nuova e ricca di sorprese, iniziando proprio dalla realizzazione di questa mostra, insieme ad una performance improvvisata che si propone di rappresentare il vino in senso metaforico ma non solo. Il bere può essere distruttivo o costruttivo: sensazioni suscitate dall’assaporare un calice, espresse da artisti che per mezzo dei colori hanno avuto la possibilità di essere portate avanti con tenacia e manifestarsi, nonostante il Covid e nonostante tutto.
Uno sguardo alle opere esposte mi porta a comprendere quanto l’argomento abbia ispirato i pittori. Uno di loro, Alessandro Dorella, con grande disponibilità mi illustra il suo dipinto dal titolo "Il Divino nel Vino", caratterizzato da una rappresentazione modulare in cui si possono distinguere delle gocce idealmente ravvicinate a formare un fiore. Da qui si intravede una simbologia religiosa e, osservando meglio, altri particolari emergono senza lasciare nessuno spazio vuoto. Ogni dettaglio ha un significato. Armoniosi contrasti di colori che richiamano le tonalità delle uve, calici e bottiglie, capelli ondulati di donna e immaginaria rotondità di seni come riferimento a Madre Natura. Una precisa costruzione grafica e nello stesso tempo creativa che ben gli ha meritato il primo posto in classifica.
Graduatoria che vede al secondo posto Vilfred Elio Camillo Moneta con "Il divino viticultore" e, al terzo posto, Lara Girardi con "Ombre Notturne". Se devo esprimere un parere personale, vista la raffinatezza delle opere presenti, posso dire che avrei trovato difficoltà nel decidere chi premiare. I quadri rimarranno esposti fino al 15 luglio 2021 all’interno del Freakbar, a Treviso in Viale della Repubblica 240.
Daniela Grassato,Treviso 15/05/2021 #qzone.it
Nella foto l'opera di Alessandro Dorella esposta al Freakbar di Treviso