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20180305 VM elezioneTante sono le riflessioni e le considerazioni che queste elezioni han suscitato su milioni di italiani. Tra quelli che esprimono la loro, voglio aggiungermi anch’io. La sintesi è semplice, il Popolo, quel popolo che i media principali bistrattano, ha una feroce voglia di cambiamento. L’unico partito, tra i maggiori che negli ultimi lustri non ha mai governato, ha il massimo numero di consensi. Marco Travaglio, che spesso si è speso per difendere le linee di questo gruppo, sintetizzava bene l’idea di molti italiani “... Abbiamo provato tutti gli altri, ne siamo rimasti delusi, proviamo anche loro…”!  La voglia di cambiamento appare chiara però anche all’interno del centro destra: Silvio Berlusconi, che tutti consideravano l’anima dei “destristi” è stato asfaltato dalla figura di Matteo Salvini, il quale a sua volta è la risposta alla voglia di cambiamento che gli attivisti della Lega Nord auspicavano quando gli scandali coinvolgrvano il loro partito e la famiglia Bossi.

Va ora ricordato che Matteo Salvini sicuramente è stato penalizzato nella sua raccolta di consensi da affermazioni passate quali “Forza Vesuvio!"  e "Forza Etna!”. Pur con queste zavorre ha raccolto il suo partito da un 3-4% per portarlo ai risultati attuali. Voglia di cambiamento economico? La vera novità del leader leghista è la sua posizione nei confronti dell’Europa e della moneta unica e l'aver coinvolto nel suo programma economisti del calibro di A. Bagnai e C. Borghi.

Inutile dire che la voglia di cambiamento è apparsa palese anche tra gli elettori del centro sinistra. Avevano osannato "Il rottamatore” che di fatto ha rottamato solo il suo partito. Se il centro sinistra, primo partito d’Italia alle penultime elezioni si ritrova oggi ad essere l’ultimo partito (tra i principali, sott’inteso) è evidente che l’azione dei vari Governi proposti hanno deluso gli italiani tutti. Direi che ora è il momento di parlare anche di chi quei Governi aveva contribuito a creare: Giorgio Napolitano, e Sergio Mattarella. I dati delle urne, nella mia chiave d’interpretazione, esternano una critica a questi garanti della Costituzione, che forse non a caso, consegnarono il potere a chi quella Costituzione del 48 voleva pesantemente alterare. Il Presidente Matarella spero si renda conto di queste evidenze.

L’ultima considerazione è relativa ai media principali, che non riescono mai a cogliere le reali sensazioni del Paese. La voglia di cambiamento non ha coinvolto solo i leader dei partiti e le loro idee, ma, forse, vuole coinvolgere chi questo paese cerca di raccontare e d’interpretare, e si spiega quindi l’acredine di una Laura Boldrini, tanto per fare un nome, contro la rete, che questa voglia di una nuova narrazione, raccoglie.

Mirco Venzo, Treviso 05/03/2018 #qzone

 

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