Cerca

20180627 MF politica e religioneDopo Lucio Dalla mi accingo a profanare Fabrizio De Andrè, il suo "Al ballo mascherato" inizia con le seguenti parole : "Cristo drogato da troppe sconfitte cede alla complicità di Nobel che gli espone la praticità di un'eventuale premio della bontà". Che Macron fosse il prototipo dell’ipocrisia europea lo sospettavo, ma non immaginavo che il Mycobacterium leprae Macron, uno dei maggiori esponenti della malattia finanziaria di Hansen, mi additasse come lebbroso e si auto candidasse, in affollata compagnia, a un’eventuale premio della bontà. Al netto delle dichiarazioni e relative retromarce formali, lo scontro sui migranti è una sporca guerra di poter sia interno che internazionale. E’ il classico scontro per l’egemonia culturale, politica ed economica che utilizza contro l’avversario modelli concettuali e comportamentali religiosi per raggiungere i veri obiettivi, tra questi mettere le mani sul sistema bancario e sul risparmio italiano per coprire la voragine bancaria franco-tedesca, uno dei principali problemi dell’Europa.

Non riconoscere le modalità fideistiche dello scontro tra religioni politiche significa non comprendere le dinamiche, riconoscerle significa almeno “non essere un pirla”, come sentenziò un noto sacerdote del “dio eupalla”, nota divinità neo pagana pallonara. Quando si parla di religione politica s’intende quel fenomeno secolare di sacralizzazione della politica strettamente legato all’esercizio del potere. Quando quest’ultimo non trova più la legittimazione in una delega divina, la cerca e la trova suscitando ideali, credenze, miti, riti e simboli che la collettività accetta con fiducia senza discuterli. Le religioni politiche, come quelle tradizionali, fanno presa sulla religiosità innata dell’uomo, la stessa frase: “Credo! Credo! Credo che mi farò una birra” emblema di un ateismo agnostico ha il suo contenuto religioso. Anche l’ateo e l’agnostico hanno una loro religiosità, che può essere politica, civile, culturale o alcolica, perché la religiosità è un elemento inseparabile ed essenziale dell’umanità e non è necessariamente legata a un Dio trascendente. Quindi l’uomo o crede a Dio, a un’idea o a un idolo, dalla birra al prosecco esistono infiniti dei. Esempi tipici di religioni politiche del passato sono: la comunista, la fascista e la nazista.

Con la nascita del governo della terza repubblica abbiamo accertato l’esistenza dell’economia liberista come nuova religione politica. Il vero pericolo rappresentato dall’Italia per l’UE franco tedesca non è l’uscita del nostro paese dall’euro o l’intransigenza sui migranti, ma la perdita di paura e sudditanza dell’attuale governo nei confronti dell’Europa, sudditanza che ha caratterizzato i governi precedenti. La demonizzazione dell’Italia sui migranti, che utilizza il mantra “dell’accoglienza senza se e senza ma”, è un tipico esempio di attacco religioso con l’obiettivo di indebolire un governo indigesto ai finanzieri, i veri lebbrosi globali. Agli ipocriti globalisti ha risposto il senatore italiano Toni Chike Iwobi nella conclusione del suo intervento al Senato: “Non voglio essere complice del nuovo schiavismo”.

Ad un attacco religioso di tipo politico si è risposto con un concetto religioso di tipo civile. Un interessante indizio dell’essenza religiosa di questa guerra lo troviamo nel libro: Cattivi samaritani. Il mito del libero mercato e l'economia mondiale, dell’economista Ha-Joon Chang. L’economista sud coreano spiega come il capitalismo occidentale raccomandi sempre la stessa religione a ogni paese: privatizzare, liberalizzare, aprirsi al commercio internazionale e ai flussi d'investimento dall'estero. Ma il mantra liberista non dice che la Gran Bretagna, gli Stati Uniti, la Germania ecc., s'industrializzarono grazie a una politica protezionista nelle prime fasi di sviluppo. Gli stessi paesi asiatici portati ad esempio: Giappone, Corea del Sud, Cina, sono riusciti nell'impresa di raggiungere le economie avanzate di Europa e America solo attraverso il dirigismo economico protettivo e una politica industriale orientata all'export. Il libro porta l’esempio dei paesi africani in ritardo rispetto ai paesi asiatici anche se negli anni sessanta erano sugli stessi livelli, gli africani sono in ritardo perché optarono per il libero scambio di materie prime su pressione occidentale, mentre i paesi asiatici adottarono il protezionismo industriale a beneficio delle loro industrie nascenti. Tutti i paesi emergenti, soprattutto africani, che hanno scelto la religione liberista come guida alla loro crescita economica sono paesi in situazione di crisi economica e di instabilità politica.

Le guerre e le crisi economiche da cui fuggono i futuri schiavi, sono il risultato della nuova religione politica che ha sacralizzato il mantra economico del libero mercato. La nuova religione politica liberista ha bisogno di nascondere il suo impianto disumano mascherandolo con la difesa cosmetica dei diritti civili. Oggi possiamo mettere in discussione o mettere alla berlina il Dio trascendentale delle religioni monoteiste, per alcuni è morto mentre per altri sta poco bene, ma non possiamo mettere in discussione l’irreversibilità dell’€uro, l’infallibilità del mercato e la libera circolazione dei capitali, questi dei terrorizzano i sudditi con l’implacabile e temutissimo mito dello “spread” e minacciano l’intervento divino delle nuove trinità, che non hanno nulla in comune con il mitico don Matteo.

I sostenitori dell’accoglienza, senza se e senza ma, sono simili ai loro predecessori comunisti, fascisti e nazisti che accettavano il credo politico religioso senza metterlo in discussione. Tutte e tre le religioni politiche totalitarie del secolo scorso avevano gli elementi fondamentali della religione, la fede: di classe nel comunismo, nella razza tedesca il nazismo, nello stato nazionale il fascismo, tutte avevano un insieme di simboli e riti attraverso i quali consolidare le credenze, cioè manifestazioni di culto che vennero trasposte nella personalità del capo: infallibile, onnisciente e onnipotente. Tutte queste religioni politiche erano ontologicamente anticristiane, in maniera esplicita quella comunista, ipocrita quella nazista, opportunista quella fascista. La religione politica totalitaria libero scambista ha gli stessi elementi fideistici e di culto, ma a differenza dei totalitarismi comunista, nazista e fascista nasconde la sua essenza anticristiana condividendo con il cristianesimo il formale riconoscimento dei diritti civili, ma negando allo stesso tempo la base fondamentale per l’esercizio di tali diritti, cioè il diritto al lavoro, che oltre ad essere un diritto costituzionale è un dovere inderogabile della comunità, evito per pietà cristiana i rimandi alla Costituzione.

Il job act, espressione tipica della nuova religione, è una legge fondamentalmente anti cristiana, perché pone l’efficientismo economico come valore prioritario rispetto alla dignità della persona, l’esatto contrario del cristianesimo che vede l’uomo come tempio sacro di Dio, il rispetto della dignità umana del lavoro è una delle manifestazioni della fede in Dio.La mercificazione del lavoro generatrice di miseria e la contemporanea accettazione dell’accoglienza incondizionata, creano un corto circuito etico e morale risolvibile solamente in termini di contrapposizione religiosa; chi è il mio prossimo, l’immigrato o il disoccupato nostrano? Chi è più italiano Iwobi o Renzi? Vuoi più bene alla mamma o al papa? E tu di che religione politica sei?

Marco Fascina

 

https://it.wikipedia.org/wiki/Lebbra

http://icebergfinanza.finanza.com/2018/05/03...

http://icebergfinanza.finanza.com/2013/01/14/...

http://vocidallestero.it/2018/06/23/eurointellig...

 

CookiesAccept

NOTA! Questo sito utilizza i cookie e tecnologie simili.

Se non si modificano le impostazioni del browser, l'utente accetta. Per saperne di piu'

Approvo

Il presente sito web utilizza cookies tecnici e cookies di terze parti. Proseguendo nella navigazione acconsentirai all'informativa sull'uso dei cookies.

Leggi di più