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20161221 VM GreciaIl Governo greco, in vista del Natale, ha deciso di concedere un bonus natalizio ai pensionati più poveri: la cifra pare sia di 617 milioni di euro, da suddividere tra un milione di persone; la fonte verrà citata in calce all’articolo (rif 1) e fa riferimento al prestigioso sito “Voci dall’Estero”, tale spesa era stata ratificata dal Parlamento ellenico. Può interessare che l’amministratore delegato del MPS Fabrizio Viola, per andarsene dalla dirigenza della banca che ora sta fallendo, ha ricevuto una buonuscita superiore ai 3 milioni di euro, giusto per mettere sul piatto un metro di paragone (rif. 2). Pare che i burocrati dell’Eurozona si siano infuriati perché la somma stanziata, inserita all'ultimo momento nel Bilancio, aggrava la spesa pubblica, allontanando il rientro dello stesso nei parametri voluti; l’obiettivo è far revocare quanto il Parlamento sovrano in Grecia aveva approvato.

Nell’articolo vi sono altre interessanti informazioni che non vado ad approfondire, mi basta sottolineare come un Paese una volta sovrano debba ora subire le volontà esterne al suo popolo, quelle dei burocrati europei, mai eletti da nessuno. Il motivo del mio interessamento alle vicissitudini greche è legato alla profetica frase ascoltata dal relatore greco all'incontro di economia tenutosi a Pescara: “Quel che accade ora in Grecia, tra qualche anno accadrà anche all'Italia, se non cambiate qualcosa!" Al primo incontro che organizzammo con Fare Treviso  nell'ottobre del 2013, il giornalista Argiris Panagopoulos ci spiegava di come le banche elleniche fossero in piena crisi e di come per i debitori insolventi ci fosse il pignoramento delle case, anche se queste valevano molto più del debito sottoscritto con l’istituto di credito. Ci parlava dell’esodo delle menti più preparate lontano dal Paese, principalmente in Germania, e del fatto che riteneva deleterio questo esodo, poiché li impoveriva ulteriormente. Ci spiegava di come ingenti tagli alla sanità pubblica di fatto avessero impedito ai più poveri di avere un diritto, quello alla salute, che in Grecia nei tempi moderni c’era sempre stato.
Ora anche in Italia le banche stanno saltando, come a Vicenza, Treviso e Siena possono confermare; l’esodo dei più preparati è da anni che procede, e ora aspettiamoci i tagli alla sanità, sempre in nome del pareggio di Bilancio, ovvero sempre in rispetto dei parametri europei, quelli che han tolto il regalo natalizio ai pensionati greci. L’attuale primo ministro Paolo Gentiloni afferma in Twitter: “Dobbiamo concedere sovranità ad un'Europa unita e più democratica”. Talmente unita da togliere la gratifica natalizia ai più disagiati tra i vecchietti greci e talmente democratica che questo divieto è stato deciso fuori dal Parlamento Europeo da burocrati non eletti, quando i parlamentari greci, eletti magari con una legge elettorale meno peggio della nostra, avevano approvato tale spesa. Riporto integralmente un piccolo estratto dell’articolo fonte del mio scritto: - “Le nostre pensioni si sono ridotte alle mance che si danno al ristorante". Sì, be’, e la vostra economia resta in recessione. Ma almeno avete il vostro euro, e dopo l’estate 2015, quando la Grecia è andata molto vicina a riprendersi la propria indipendenza dagli artigli di Bruxelles, ma è stata poi soffocata all’ultimo minuto, la comunità internazionale non si cura nemmeno più della disperazione dei greci. -

Mirco Venzo, Treviso 20/12/2016 #qzone
Foto estrapolata dal sito "Casa dei beni comuni"

Rif 1 http://vocidallestero.it/2016/12/19/zh-europa-infuriata
Rif 2 https://it.finance.yahoo.com/notizie/mps-viola-buonuscita

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