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Ritorno alla vita 3/4

20170123 VM Artale5“Dovesse dare un consiglio su qualcosa che si dovesse fare oggigiorno, c’è qualcosa che andrebbe cambiato, a suo avviso, in base alla sua esperienza? Stiamo vivendo anche noi un momento di crisi…”.
“E cioè? Mi spieghi questo…”.

“Gli storici dicono che Hitler andò al potere sfruttando una situazione economica disastrosa che favorì…”.
“Ah sì, sì… c’era Weimar…”.

 

“…E’ stato questo il terreno su cui è cresciuta questo tipo di pianta che poi ha dato i frutti che lei ha ben raccontato… Ora vede che in questa società, parlo dell'Italia, intravede qualche segnale si pericolo? La solidarietà che si sta sfilacciando, la gente che non sorride più… Intravede qualche segnale di pericolo, comparando “l’oggi” con la sua esperienza o ritiene che quanto accaduto in Germania sia una cosa unica e …probabilmente irripetibile”?
“Comunque dalle informazioni avute quasi il 12,5% della popolazione occidentale, l’Europa … è antisemita. Dai calcoli ricevuti…
Ancora non hanno capito che non ci sono bambini ebrei, bambini musulmani, bambini cristiani, ma ci sono bambini che sono bambini, uguali in tutto il mondo… Questa differenziazione, tutti questi fatti che succedono … anche i fatti della Francia, (l’intervista è successiva all’attentato francese di Charlie Hebdo) ultima, per il mio punto di vista, so che è utopia, io abolirei ogni passaporto…
Non so perché una riga così…divide uno dall’altro. Poi magari ci scambiamo i ruoli, lei passa di là e diventa diverso da me… non capisco perché! So che è difficile… forse è perché non ci vogliamo bene”!

“Grazie, io credo di aver terminato”

Serena, (la figlia di Erminia) chiede: “Quando siete usciti cos’è successo”?
“Sono stato preso e poi affidato ad un’organizzazione ebraica che mi ha trasferito a Marsiglia, dopo di che sono stato imbarcato e sono arrivato negli Stati Uniti e sono finito in un orfanatrofio. Anche li è stata una brutta esperienza! Però dovevo sopravvivere e vincere la mia battaglia… e studiavo, studiavo in una maniera folle… Studiavo e andavo oltre… e quando andavo oltre incominciavo ancora per andare ancora oltre.
Era un qualcosa di un inseguimento…  alla conoscenza… Era il mio capitale. Poi sono cresciuto, mi sono arruolato… son diventato un pilota dell’aviazione militare della marina statunitense e poi sono venuto in Italia… e conobbi l’amore. Conobbi mia moglie di Ferrara, la cosa più bella della mia vita (cambia timbro Samuel nel ricordare e nel parlare di sua moglie. La voce smette di essere esitante, ma acquista brio, sicurezza, vivacità) … Posso dire che la vita è stata generosa nei miei riguardi per questo.
Purtroppo l’ho persa… Ho capito l’amore di mia madre verso di noi attraverso il suo amore verso le figlie. Ecco, lei ha cambiato la mia vita! Ha cancellato il mio odio, la mia rabbia di vendetta… ha cancellato ogni cosa.
Sono ripartito.
Tuttora lei è nel mio cuore! Io so quanto amo questa figura! E questo… così è la mia vita”!

Serena: “E i suoi parenti non li ha più ritrovati…!”
Lunga pausa e poi la replica: “Lei immagini che mi sento come un albero che non ha radici… A volte dubito di me stesso. Il primo novembre nella ricorrenza dei morti, quando la gente va a visitare i propri cari nei cimiteri, io vado in qualche cimitero e passeggio tra i viali. Leggo i nomi sulle tombe e SO CHE NON TROVERO’ UN NOME CHE MI SOMIGLI (alza il timbro di voce. Come posso descrivervi io, cronista, questa sensazione? E’ un misto tra la rabbia e l’orgoglio. Direi che v’erano entrambi, sia la rabbia che l’orgoglio) e così mi sento in contatto con i miei cari… Ma non ci sono! Non c’è un'immagine, non c’è una foto…non c’è niente… (sussurrando) è il vuoto completo!
Questo me l’hanno tolto… non so!”

Erminia: “Nel nostro primo incontro mi aveva raccontato che è rinato incontrando la sua signora…”
“Sì… Ho avuto LEI nella mia vita e non ho pensato altro che a lei, vivevo unicamente per lei, e lei mi dava altrettanto… ma sempre di più”!

Erminia: “E come l’ha conosciuta?”
“Io ho conosciuto il fratello! Io ero militare, eravamo giù a Sigonella… Catania e dissi: Com’è sporca l’Italia! E lui disse:“Questa non è Italia, ti faccio vedere io l’Italia”! (Attenzione che quando quest’uomo fa quest’affermazione non esistevano rivendicazioni stile “Lega” e si era nel pieno boom economico italiano… Questa frase colta a caso, a mio avviso,  la dice lunga su come si sia unito un territorio che ha culture profondamente diverse e… e magari ciò meriterebbe un approfondimento!)
Un giorno prese il treno e mi portò a Bologna e disse: questa è Italia”! (Il timbro di voce è scherzoso, il nostro testimone sta uscendo dal territorio lugubre di certi ricordi per entrare in un terreno più “normale” - Fa una risata Samuel!)

“Sì, ma lei vide delle differenze o… ?”
(La domanda non è stata raccolta).
“Mi portò a casa sua, ci aspettava il papà che ci venne a prendere in stazione, poi andammo a casa. Quelle case grandi, con dei grandi cortili… dove c’erano molte persone… case agricole, dove c’erano agricoltori. E poi dovevano fare il pranzo perché c’ero io, però io parlavo poco italiano… Però io avevo bisogno (Non lo dice, lo dirà poi: aveva bisogno di un bagno). … siamo partiti il pomeriggio e siamo arrivati all’indomani verso l’una… Stanchi dal viaggio in treno; la carrozza era di legno… io chiesi di fare un bagno, entrai nella vasca da bagno e mi addormentai lì…”.
(lo dice con una mezza risata, ancor oggi quel ricordo è cosa simpatica, ilare per lui!) “Ebbene questa ragazza, alta, magra, piatta, senza seno… che era più grande di me,-  poi ho saputo - mi toccò la testa per svegliarmi perché tutti mi stavano aspettando per mangiare… Tutti! Sa gli emiliani, i romagnoli a far festa… e io vidi questo spettro, alta, capelli corvini…  occhi bellissimi.
Lei andò via. Mi asciugai, mi fece trovare qualcosa da mettermi addosso, misi questo questo questo… (Capisce il lettore che Samuel sta saltando con i ricordi su tre piani: dalla vasca dove sta facendo il bagno,  al pranzo, all’immagine che ha memorizzato di sua moglie) e così….
Poi sono tornato un paio di volte… eravamo già diventati amici con questo ragazzo e così SCOPPIO' L’AMORE FAVOLOSO, GRANDIOSO, IMMENSO…! (Sono costretto a cambiare caratteri per render l’idea del cambio del timbro di voce che Samuel fa vibrare dalle sue corde vocali).
E poi è finita dopo 42 anni… Mi è stata rubata! La morte me l’ha rubata, lei era un medico pediatra, questa è la mia vita: semplice…”.

Erminia: “Più che semplice è molto emozionante!”
“Io devo chieder perdono ma devo fare una chiamata di tre minuti”.  
L’ingegnere si alza e se ne va via… ci spiegherà in seguito che sta scrivendo il libro delle sue memorie e a telefonargli è l’editore. Immagino che il libro debba uscire in concomitanza con il giorno della memoria e quindi ci sono alcuni aspetti urgenti da concordare.

Erminia: “Dopo la liberazione si è trovato con altre persone?”
“Ho visto una volta il Sig. Primo Levi a Milano, poi ne ho visto un altro… ma poi ho preferito … Si tornava sempre… Era angosciante”!  (sott’inteso vedere i reduci dei lager e ricordare lo disturbava fortemente. Troppo)!

Erminia: “Mi parli del libro che sta scrivendo”.
“Una prima parte parla del periodo sino alla liberazione, poi ci sarà una seconda parte che parlerà del dopo Auschwitz, come ciò ha influenzato la mia vita”.

Serena: E quando uscirà?
“Ma proprio adesso mi han chiamato per informarmi che anche il 12° capitolo è finito: sono 13… e quindi credo entro oggi mi manderà tutto via e-mail … (il timbro di voce è frizzante, Samuel è contento di questa cosa). Sarà fatto anche un film… Mi hanno contattato da Hollywood. I benefici economici sono già destinati al “Cottolengo” di Torino dove io da 40 anni vado sempre lì una settimana l’anno...”.

“Come mai? Mi dicono è una scelta… non per tutti…”.
“Incontrai una signora di Torino, eravamo in transito dagli Stati Uniti, lei veniva io andavo, … eravamo lì, in attesa e parlando di una cosa parlando dell’altra… "Che cosa fa? Io insegno all’università"! E lei era tornata proprio per andare al “Cottolengo”.
Io chiesi che cos’è il “Cottolengo”? E mi spiegò e così volli provarlo una volta. Un giorno mi chiama il marito, ma io ero in viaggio… L’anno addietro mi contatta di nuovo, ma ero ancora in viaggio…
Non ci si incontrava mai… Allora il marito mi disse: “Senta, io le do un nome, contatti Don Roberto e faccia la sua esperienza con lui!” E così cominciai.
La prima settimana fu sconvolgente: io persi 12 kg in un mese.
12 Kili in un mese (ripete due volte la cifra!) poi mi abituai e cominciai a capire che era giusto fare così… e così dedico una settimana delle mie ferie al “Cottolengo” tutti gli anni. La settimana delle Palme sino alla Pasqua Cattolica. Tutti gli anni”.

Erminia: “E’ ammirevole”!
“Ah… E’ giusto farlo! Io quando ho mangiato un piatto di pasta vivo due giorni, ma c’è gente che non può neanche mangiarla la pasta… Non può neanche soffiarsi il naso… Magari non ha le mani… ecco…
Il “Cottolengo” non è un luogo di dolore ma di grande gioia, di AMORE! C’è molta gente che va … e non va per esser pagato, va perché vuol farlo! E questo è piacevole. E’  come quando …avviene una purificazione. E’ come quando ci si fa un bagno e ci si libera di qualsiasi tossina…”.

“Si ricollega al concetto di armonia che spiegava all’inizio…”.
“Probabilmente è anche questo… sono queste piccole cose che aiutano. E basta dire ogni giorno, una volta al giorno: che cosa posso fare oggi per qualche altra persona. A volte (basta) un sorriso “Ciao Come stai?”oppure “Prendiamoci un caffè assieme, vieni, dai…!” e incoraggiare la persona… e questo aiuta! E' questo:  è fare qualcosa per gli altri. C’è sempre una possibilità che noi possiamo fare… Opportunità continue. Spesso le trascuriamo… siamo presi dal tempo siamo presi dal lavoro, dallo studio… Da altri fattori che ci distraggono da quello che, forse, potremmo poter fare per gli altri… Anche una riconciliazione, anche chieder scusa di qualcosa… E questo aiuta! Forse è questo quello che stiamo dimenticando!
Lei pensi e dice: “Oggi voglio fare qualcosa!” per un'altra persona… anche salutare una persona anziana: “Come sta signora?” vede, un saluto che magari prima non faceva e questo sconvolge la mente dell'altro… Forse questo ci aiuta un poco.

“Per cui la relazione…”
“Io penso che noi possiamo sempre far qualcosa per gli altri! Non tanto regalare qualcosa… (Sott’inteso, qualcosa di materiale) un parere positivo, mettersi in disponibilità, questo è fare qualcosa per gli altri. L’altro sa che lei o io sono disponibile… a darle una mano … e questo aiuta! Questo aiuta!
Che dice, cosa fa lei”? (Rivolto a Serena)”

Serena: “Io? Mi sto laureando in sociologia”!
“Ah!... il punto giusto… Chissà quanti errori ha corretto su di me”!

Serena: “No! No… assolutamente”! (Con tono di voce quasi a scusarsi)
“Bene, bene… è fidanzata”?

Serena: “Sì”!
“Innamorata”?

Serena: “Sì”!
“Bene, Brava… L’amore va costruito, coltivato… non è un’acquisizione. E’ un continuo acquisizione… costantemente… le attenzioni sono continue, continue continue… se non ce ne sono, bisogna crearsele… E’ quello che io facevo… Altrimenti “swips”. (Rumore di qualcosa che scivola via).

Serena: “Svanisce tutto”!
“E’ d’accordo lei”? (Riferendosi a me).

“Sicuramente”!
“Io ho amato e sono stato amato e questo mi ha dato grande gioia… Mi ricordo un giorno, ero in Sicilia ed il compleanno di mia moglie, il 15 maggio… era il 12, 13... con un signore stavamo camminando lì al centro della Sicilia e vedo dei bei fiori dal colore violaceo, quasi azzurro, molto belli… e dice, son selvatici, ma han un profumo meraviglioso. Lui si è fermato con la macchina io dico… “Ahhh!” (E’ evidente che devono esser scesi e lui deve aver ricordato l’esclamazione che fece nell'annusarli. Tutto questo non mi è stato detto) e dico, li prendiamo questa sera… Io presi un po’ di questi fiori, li misi in un cartone, ci misi un fazzoletto umido, li sigillai e la mattina spedii un posacenere… da Agrigento a Padova. Mia moglie il 15 mattina ricevette questo pacco, aprì e (imita il gesto dell’annusare a pieni polmoni, si sta immedesimando in ciò che deve aver fatto la sua compagna) Mi chiamò, era talmente emozionata dalla gioia che piangeva! Ecco, questo è un pensiero, questa è un'attenzione”.
Quante volte anche a Padova io ho comperato una cartolina, lì, da un tabaccaio qualsiasi e gliela spedivo, lì! A Padova…! E lei  la riceveva dopo una settimana, però gli avevo dato un mio pensiero… Ti ho pensato in questo momento…!
Questa è l’attenzione continua. E se lei fa questo, l’altra persona è costretta a ricambiare perché lei sta lanciando dei messaggi … MERAVIGLIOSI (Ci mette impeto Samuel nel pronunziare questo vocabolo).
Sta educando, sta formando, la nostra formazione continua attraverso l’esempio…
Ma senza dire “Ah sono io che comincio…”  E perché non devo cominciare io? Comincio io. Tanto verrà…
Se lei c’ha un tavolo rettangolare, come quello del biliardo… con la stecca lei tira la palla, la palla va in un angolo e non torna indietro… va di là, va di là… magari ritorna indietro… Quindi dia qualcosa, non si aspetti ritorno… perché verrà… le assicuro
(e quest’ultima parola è pronunciata sottovoce, quasi fosse un segreto che non va urlato. Tutta la frase appena ascoltata la voglio tradurre al lettore, anche se facilmente la cosa non necessita di “traduzione”. Samuel illustra muovendo le mani e le dita – l’indice in particolare - il movimento della palla che dopo aver fatto un gioco di sponde potrebbe andare in una direzione diversa rispetto il punto verso cui la palla è partita. Il suo discorso è chiaro: bisogna dare e qualcuno riceve! Se tutti fanno questo, anche noi alla fine ne beneficiamo. Non devo io spiegare dove lui ritiene di aver ricevuto dagli altri, non lo devo spiegare proprio perché ho fedelmente riportato ogni parola e pausa e sospiro di quanto questo fantastico testimone ci ha consegnato).
Glielo garantisco: è così…”.

Serena: “ Me lo auguro!”
E prima che la frase termini l’ebreo incalza con sicurezza: “E’ così”!

Serena: “Voglio dire, mi auguro di trovare una persona così”.
“La crei, se la trasformi… la plastifichi, la trasformi lei… Attraverso queste cose… Può fare quello che vuole se riesce a dare l’amore! Ma veramente lei deve trasmettere la passione! La passione è la cosa più grande che tiene tutto, sorregge ogni cosa… Lei studi con passione, e avrà successo, lei ami con passione e avrà successo, Sorrida con passione e avrà successo… Sempre!
Se lo ricordi questo!
Io studiavo con la passione, qualsiasi cosa… Mantenendo la mia autodisciplina, il mio autorigore, ma con passione… E’ così”!

Erminia: “E io se oggi sono qui è grazie a lei perché quella volta che l’ho incontrata (per un corso sulla sicurezza aziendale ndr) ho sentito la sua passione”
“Metto sempre la passione”.

Erminia: “E ho detto a mia figlia: “Devo rincontrare quella persona”! Perché è quella persona che ha avuto una storia così forte e che ha ritrovato la gioia di vivere e che trasmette come messaggio la voglia di amare il prossimo”.
In questo momento vengono mostrate a Samuel le foto che un nostro amico, Alessandro Cazziolato.
“Ecco, questa è la torretta dell’impiccagione”.

Erminia: “C’era anche quella? Impiccavano anche...”!
“Erano pubbliche, bisognava dare l’esempio”.

Erminia: “Come in piazza praticamente. E tra bambini com’era la relazione dentro, si parlava”?
“Sì, si parlava ma… Eravamo diventati selvaggi… per sopravvivere. I bambini stavano poco ad Auschwitz, venivano eliminati.
(Pausa molto lunga, io non ritengo di dover rientrare nel tema dopo che gli argomenti lo hanno portato fuori dal luogo di morte.)

Erminia: “Guardi io non so come ringraziarla che ha dato a noi questa grandissima opportunità di parlare con lei”.

Mirco Venzo, Treviso 23/01/2017
Foto Mirco Venzo- Nella foto da sinistra a destra Erminia Boccacin di Art-Expo, l'Ing Samuel Artale Von Belskoj e la Dott. Serena Coldebella.
Per chi non avesse letto le puntate precedenti dell'intervista concessaci a Padova il 17 Gennaio 2015 di seguito potete trovare i link. A breve posterà la 4 ed ultima parte dove l'intervistato risponderà alla domanda "Che cos'è la bellezza"!
http://www.qzone.it/index.php/q-stories/196-verso-auschwitz-e-ritorno-1-4
http://www.qzone.it/index.php/q-stories/200-verso-auschwitz-e-ritorno-2-4

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