
Esperance
Aveva
un nome
buffo, la bambina.
I suoi compagni
la deridevan.
Giocavan
coi giochi
moderni, ove
il pensiero
profondo
non esiste.
Lei prendeva
al mattino
due gocce
di rugiada, e le poneva
dietro le orecchie,
per diletto.
Una margherita
le faceva
d' ornamento.
"Che fai?"
- Le chiese un compagno.
"Parlo
agli uccelli del cielo.
Essi mi salutan
al mattino.
"Buongiorno,
buongiorno,
ben svegliata.
Hai visto
i raggi del sole?"
- Le dicevan.
Come neve
era il suo sguardo.
La madre
la chiamo'
Speranza.
Quando crebbe
la chiamaron
Neve Bianca.
Bianca,
come la speranza
dei bambini...
Valentina Tortora, 20/03/2022
"L'opera è dedicata ai bambini ucraini".