
Zaaakia
Era
una bambina africana, Zaakia.
Correva tra i boschi.
Conobbe il fiume, il lago, il vento.
Crebbe.
Amava
il deserto, il riso
dei bambini
neri, bianchi, Zaakia.
E conobbe lui.
Lui era
del paese delle montagne,
del mare,
del canto.
Fioriron
nel paese che non si puo'
non amare.
Grande, misterioso,
ricco
delle risa dei bambini.
Ma anche
terribile
di guerre.
Ora, lui, insieme agli altri martiri,
e' vento.
Liberta'
dell' amor per il prossimo.
Crudelta'
del mondo...
Valentina Tortora, Treviso 10/03/2021
"Dedicata al console italiano ed ai morti caduti nell'attentato in Congo. Ho scritto Zaaakia con tre "A" perche' risuoni come un grido".
L'autrice mi spiegava che è particolarmente sensibile a chi perisce in Africa perchè anche il marito di una sua collega si è spento in quel continente bello, misterioso e pericoloso.
Fotoweb di Stefano Della Spora