Gli amanti della pittura non possono perdere la mostra “I Nabis Gauguin e la pittura italiana d’avanguardia” fruibile sino al 17 Gennaio 2017 a Palazzo Roverella nel centro di Rovigo. (rif 1). Perché ritengo la mostra particolarmente interessante? Per l’accostamento dei pittori d’inizio novecento, quelli che sposarono le parole di Paul Gauguin “Voglio un’arte semplice, molto semplice”, contrapposti ai "vecchi artisti" le cui opere sono osservabili nell'ultimo tratto del percorso. Qui si recuperano maestri quali Tiziano, Bellini, Palma il vecchio nelle cui opere di semplice e di essenziale v’era proprio nulla. Evidente è la ricerca della precisione, anche perchè allora la macchina fotografica non aveva ancora scosso il mondo della pittura che rimaneva ancorata alla fedeltà della rappresentazione. Intriganti sono pure le tele in cui la ricchezza dei dettagli e delle simbologie è estrema.
Quest’ultima, poco reclamizzata collezione di quadri “indigeni” al Palazzo Roverella, indica al autodidatta di pittura quale posso esser io, da dove volevano allontanarsi i vari pittori che avevamo appena terminato di apprezzare e che sono stati portati a Rovigo dai curatori dell’evento.
In questa esposizione si possono ammirare grandi nomi, ma soprattutto grandi tele. Le mie preferite? “Sant’Anna di Bretagna” (1895) di Robert Brought, opinione subito contestata dalla mia amica che invece era decisamente schierata a favore della seconda tela esposta del pittore scozzese, “Tra sole e luna” dello stesso anno. A voi decidere con chi schierarvi. Per fortuna ci siamo trovati concordi nel ritenere stupenda la sezione dedicata a Burano dove un’opera ci ha particolarmente entusiasmato, è dell’artista Umberto Moggioli del 1915, il cui titolo è proprio "Burano". Altre opere che mi han toccato sono state “Riposo” di Oscar Ghiglia (1906) pittore che non conoscevo ma che mi ha stregato con quasi tutti i suoi lavori. Molto “densa” anche “Giulietta a Selva di Valsugana” di Mario Cavaglieri (1914).
Quelle esposte sono le sensazioni di una persona qualunque, di un amante della bellezza e dell’arte come può essere un qualsiasi cittadino italiano. La trasferta a Rovigo è stata intrigante anche per scoprire una città molto discreta, silenziosa, avvolta da una campagna affascinante nascosta dal misterioso grigiore della nebbia invernale. Prima della visita ci siamo fermati a mangiare un gustoso panino corretto da una nostra farcitura extra al bar “Pane & Caffè” molto vicino al palazzo della mostra. Lo snack accompagnato da un bicchiere di vino bianco e da un caffè ci è costato meno di 20 euro in due. Un piattino di speck e formaggio ci è stato offerto dal gentile, giovane, gestore; non so se sia una sua abitudine consueta, ma la cosa è stata aprezzata al punto tale di meritarsi la citazione in quest'articolo. Così come, ma è questo un appunto negativo, ho notato la macchina dei vigili locali muoversi veloce per distribuire con prodigalità natalizia multe a destra e a manca. State attenti a dove parcheggiate, sconti non ne vengono fatti!
Mirco Venzo, Rovigo 10/12/2016 #qzone
Foto Laura Osgualdo
Rif 1 http://www.palazzoroverella.com/...
