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20180405 VM ViperaAspisDa sempre ho la passione per i serpenti, mi affascinano, e così mi sono ritrovato a leggere un articolo che parla del Ferro di lancia dorato, un crotalo che vive nell’isola Queimada Grande a 150 km da San Paolo (Brasile). (rif 1)  Questo crotalo è molto più velenoso del cugino continentale e la ragione è legata al fatto che tra le poche prede di cui può nutrirsi nell’isola vi sono gli uccelli, uccelli che però hanno il "vizio" di volare via anche se morsi, rischiando di cadere lontano dal cacciatore. Ecco che questo ofide è stato costretto ad un processo evolutivo atto a migliorare la qualità del suo veleno, rendendolo più potente, e anche le sue tecniche di caccia sono state modificate. Generalmente i ferro di lancia una volta morsa la preda l'abbandonano, attendendo che questa dopo breve agonia, trapassi, prima d’iniziare l’ingestione. La qualità di crotalo che si è sviluppata nella “ Isola dei serpenti”, al contrario, non abbandona la presa sino a che la preda non si spegne, proprio perché un uccello libero, anche se con pochi secondi di vita, potrebbe allontanarsi il tanto che basta per render vana la  fatica del cacciatore.

Bene, il tanto velenoso ferro di lancia dorato, pare abbia una letalità che si aggira attorno al 7% quando ad essere morso è un uomo, cifra che, sostiene l'articolo cui mi riferisco, è circa il doppio rispetto alla specie  contionentale. Questo numero non mi pareva così terribile e così ho iniziato una veloce ricerca su wikipedia per scoprire che tassi di mortalità ci siano tra i veleni dei vari serpenti. Il primo che sono andato a scovare è un cugino del crotalo brasiliano, ovvero il Crotalo Diamantino, il più pericoloso tra i serpenti a sonagli Nord Americani, (oltre che il più pesante anche se non il più lungo). (rif. 2)

Il tasso di mortalità, tra chi è stato morso risulta del 30%, anche se non so se la cifra contempli l'uso di siero o meno.  Questo numero mi pare già molto più interessante se comparato a quello del famigerato crotalo brasiliano. A questo punto, incuriosito, sono andato alla ricerca di altri dati, puntando dritto verso il cobra. Ve ne sono di varie specie, sparse in una grande area, con veleni dalla differente efficacia. Naturalmente quello che inietta la quantità maggiore di veleno è il Cobra Reale (rif. 3) che è il più lungo serpente velenoso del pianeta. La scoperta è che questo veleno di per se non è poi così pericoloso se comparato ad altri, ma è la grande quantità inoculata a complicare la faccenda. Dati circa la mortalità nei confronti dell’uomo non ve ne sono, sicuramente un morso è sufficiente per stendere definitivamente un elefante indiano.  Tra i cobra il più velenoso è quello egiziano. Anche di questo non ho dati statistici, ma a quanto pare risulta dieci volte più pericoloso del suo cugino indiano, quello che si vede oscillare davanti ai flauti. (rif. 4)

Ed il tanto decantato Mamba Nero? (Rif. 5) Il mamba nero da soddisfazione: il tasso di mortalità, se non si utilizzano sieri, è del 100% per un uomo adulto. Per trovare di peggio nella terra si deve andare in Australia dove vi sono differenti specie di taipan (rif. 6), tra questi il Taipan dell’entroterra è approssimativamente 7 volte più velenoso di un serpente a sonagli del Mojave e 50 volte più velenoso di un cobra comune. I dati sono rilevati valutando l’efficacia del veleno sui topi e non sugli esseri umani. A pari merito, secondo un articolo (rif. 7) con il taipan vi è il simpatico Serpente di Mare di Belcher (rif. 10) che non è poi così pericoloso come il suo veleno attesta. L’animale è amichevole e per indurlo ad attaccare bisogna darsi da fare. Non solo, l’articolo cui faccio riferimento afferma che, statisticamente, solo in un caso su quattro questo serpente marino nel suo attacco utilizza il veleno, che preserva per usi più interessanti. Chiaro che se il morso è senza veleno il malcapitato la scampa.

Qui s’inserisce un discorso interessante circa la pericolosità dei serpenti: la mortalità non dipende solo dal tipo di veleno e dalla tossicità dello stesso, ma molto dallo stile di vita dell’animale. Il mamba, tanto pericoloso, è sì aggressivo, ma spesso, senza farsi vedere, evita l’uomo, fruttando la sua velocità per allontanarsi. Spesso poi, come pure fanno cobra e serpenti a sonagli, se l’intruso è vicino, segnala la propria presenza facendosi notare. E chi è stato avvisato ha per tanto la possibilità di evitare il confronto, facendo risparmiare all’ofide il suo prezioso veleno, e favorendo il benessere di entrambi i contendenti. Questo tipo di atteggiamento non è quello posto in essere dalla Vipera di Russell (rif. 8) che tende a mimetizzarsi ed evita la fuga quando sente l’arrivo di un intruso. Questo favorisce l’incontro tra l’umano e l’animale che se si sente minacciato attacca senza mai risparmiare il veleno. Risultato: si contano circa 10.000 morti ogni anno a causa di quest' ofide, che risulta il più letale tra i serpenti. Il suo veleno, tra l’altro produce effetti estremamente dannosi anche tra coloro che la scampano, andando a favorire malattie difficilmente curabili. Uno degli articoli letti affermava che la morte, alla fine, risulta la combinazione migliore per lo sventurato, che evita di proseguire una vita d’inferno.

In questo quadretto, la nostra umile vipera, dove si colloca? Si colloca molto in basso: la Vipera Aspis, la più diffusa, pare risulti letale in un caso su 257! Insomma, un individuo adulto non ha molto da temere, anche se i bimbi e gli animali rischiano molto di più, data la minor taglia che deve assorbire il veleno. Non che in morso di vipera debba ritenersi benefico, ma i numeri dicono che è molto più probabile (e pericoloso) esser punti da insetti quali vespe, api o calabroni. In Italia sono circa 5 milioni coloro che ogni anno vengono punti da quest’insetti, e non mancano le tremende reazioni allergiche a questo fatto: risultato i morti per la puntura d'insetto si aggirano in Italia tra le 10 e le 20 (rif. 10) quando i decessi per morso di vipera, in tutta Europa, è di soli otto casi ogni anno. (rif 11)

Mirco Venzo, Treviso 04/04/2018 qzone
Foto raccolta dalla rete: la nostra umile Vipera Aspis.

Rif. 1 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Bothrops_...
Rif. 2 https://it.wikipedia.org/wiki/Crotalus_ad...
Rif. 3 https://it.wikipedia.org/wiki/Ophiophagu...
Rif. 4 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Naja_haje
Rif. 5 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Dendroas...
Rif. 6 https://it.m.wikipedia.org/wiki/Oxyuranus...
Rif. 7 http://www.latelanera.com/naturalbornki...
Rif. 8 https://it.wikipedia.org/wiki/Daboia_russ...
Rif. 9 https://it.wikipedia.org/wiki/Vipera_aspis
Rif. 10 http://iltirreno.gelocal.it/italia-mondo/2...
Rif. 11 https://www.wired.it/attualita/ambiente...

 

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